«Dieci minuti di puro terrore»
La figlia: «Violenza incredibile contro due anziani, spero in una lunga condanna»
REGGIO. «È gente senza scrupoli. Ormai rischi la vita per pochi euro. Non si può più andare avanti così. I miei genitori sono riusciti a dare l’allarme ma poteva andare a finire peggio. Spero che i rapinatori vengano condannati duramente». Rossana Berni è la titolare dell’oreficeria “Il tempo e l’oro”, nella quale si stava per recare ieri mattina per raggiungere i genitori, che erano andati ad aprire il negozio. «Mi sono trovata quattro chiamate sul cellulare scattate con l’avvio dell’allarme innescato da mia madre che per fortuna ha avuto una buona dose di sangue freddo - racconta la donna a poche ore dalla rapina - ho richiamato appena possibile mia madre che mi ha detto che erano appena stati rapinati». Con il cuore in gola la figlia ha raggiunto il negozio, dove ha trovato ad attenderla la polizia e un’ambulanza che di lì a poco avrebbe portato via la madre, picchiata da uno dei rapinatori. Dentro alla bottega, avviata 15 anni fa per lavorare fianco a fianco con il padre, c’erano tracce di sangue, segno della violenza perpetrata nei confronti della madre, finita per dieci lunghissimi minuti nelle mani dei rapinatori. «Li hanno legati e trascinati in uno stanzino - spiega la figlia - mia madre aveva la testa rotta, mio padre i polsi tutti segnati dei lacci di plastica. Una violenza inaudita contro due poveri anziani. Mio padre ha lavorato una vita come artigiano, è un esperto di orologi con clienti in tutta Reggio. Mia madre ha addirittura detto ai rapinatori di non rubare la merce dei clienti e di portare via quella nuova esposta in vetrina. Loro, però, hanno puntato dritto sugli orologi tenuti in dei cassetti. L’impressione è che sapessero bene i nostri orari e dove andare a cercare». All’interno della prima sala del negozio tutto sembra in ordine. Appena passata la prima porta si vedono invece tracce di sangue, versate dalla madre 75enne, trascinata in una terza stanza, dove c’era il marito, fatto sedere tra i vetri rotti. «Dobbiamo ringraziare la polizia per l’intervento tempestivo - spiega la titolare dell’oreficeria - In tanti anni avevamo subito una furto durante la pausa pranzo. Non siamo infatti la classica gioielleria con pezzi costosi. Facciamo gli artigiani. Ma questo non sembra fermare certo i ladri». (e.l.t.)
