Gazzetta di Reggio

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«Fuori i trombati dalle partecipate»

«Fuori i trombati dalle partecipate»

L’appello di Casella, candidato di Reggio Democratica agli sfidandi: «Siete disposti a non fare più nomine politiche?»

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«Siete disposti a nominare nei consigli di amministrazione persone con vere competenze, tenendo fuori politici in carica e aspiranti politici? Meno trombati più cervelli. Aspetto vostre risposte: i vostri partiti a maggio 2012 hanno già risposto». L’appello lo lancia su Facebook, taggando alcuni suoi sfidanti per le amministrative. Poi, in privato, aggiunge una stoccata a Francesco Fantuzzi di Un’Altra Reggio, innescando un ampio dibattito su un tema “caldissimo” in campagna elettorale. Autore del post è Antonio Casella, candidato sindaco per Reggio Democratica, che nel maggio 2012 aveva presentato una mozione di iniziativa popolare, poi bocciata: quattro punti, nei quali si chiedeva che per le nomine nelle partecipate del Comune fossero escluse persone che hanno ricoperto ruoli elettivi negli enti pubblici, assessori ed ex assessori, e aspiranti consiglieri nelle liste di sostegno a chi risulterà sindaco. «Per fare qualche esempio - aggiunge Casellla – il presidente delle Farmacie. Tutto il cda di Rete è pieno di non eletti e di dirigenti di partito Pd e Sel. Insieme a loro fino a pochi mesi fa c’era il candidato sindaco Francesco Fantuzzi, allora responsabile economico Idv, diventato oppositore di questa maggioranza proprio da maggio 2013, mese della sua “cacciata” da Rete: una sfortunata coincidenza. Tutte nomine legittime, ma secondo noi inopportune». Ed è proprio Fantuzzi il primo a rispondere, rispedendo l’attacco al mittente e accusando a sua volta Casella di aver copiato una sua vecchia proposta: «Riscontro che ci copiano - sostiene il candidato di Un’Altra Reggio - Come lista civica, abbiamo già detto no alle “porte girevoli” da diversi mesi». Quanto agli attacchi personali, «in due anni da consigliere di Rete ho chiuso bilanci con utili partendo da una situazione di perdita di circa un milione di euro l’anno. Mi si valuti per i risultati che ho ottenuto, con gettoni di 200 euro lordi, non per una polemica pretestuosa e patetica. E non ho mi sono mai tirato indietro, in quel periodo, dall’attaccare la giunta nel bene dei cittadini, come ho fatto con le battaglie sul consumo di suolo nell’Area nord». A rispondere direttamente su Facebook è la candidata del centrodestra, Donatella Prampolini, che ha rifiutato l’invito: «La nuova politica, quella a cui credo ambiscano tutti i candidati (o quasi) alternativi al Pd, deve basarsi sulla meritocrazia: persone giuste nei posti giusti, con competenze, professionalità. Se ci saranno politici nuovi con queste competenze, allora potranno anche avere posti nei consigli di amministrazione, diversamente no». Tra i commenti, anche un divertito Norberto Vaccari del M5S («E chi ha più trombati che cervelli? Come fa?»), che poi spiega: «Concordo con Casella: le partecipate sono un refugium peccatorum per tanti personaggi a cui si dà il contentino». E il Pd? Luca Vecchi, candidato del centrosinistra, ha già pronto un piano in 7 punti: «Casella si sveglia tardi - dice – Io propongo una forma di avviso pubblico prima delle nomine, che non impedisca a chi voglia aspirare a questo ruolo di farsi avanti, fermo restando un principio fiduciario dell’ordine competente alla nomina. E poi l’individuazione di competenze adeguate, tecnico-professionali o politico-amministrative a seconda dei contesti: non tutte le partecipate sono uguali, ma questo Casella non lo sa. Inoltre porrò obiettivi di budget, rispetto ai quali se non ci saranno risultati si chiuderanno i rapporti, visto che il nostro sistema è sano». Tra gli altri punti, «una razionalizzazione, con il passaggio dove possibile ad amministratori unici al posto dei cda, la parità di genere, il coinvolgimento della città e, allo studio, modalità di controllo attraverso soggetti terzi e indipendenti. Per me tutto ciò è la vera rivoluzione». Per Gianluca Vinci, invece, candidato della Lega, «già il fatto che le nomine siano politiche è uno schifo. Sono favorevole a Casella, ma il problema che pone è interno al Pd». Favorevole al “patto” di Reggio Democratica anche l’ex Pd Ernesto D’Andrea, ora a “Città del Tricolore”, che assicura: «Alle partecipate ci si va per competenze, non devono essere un poltronificio per tornaconti di persone con la tessera in tasca». Anche per Cinzia Rubertelli di Grande Reggio, «le partecipate non devono essere poltronifici ad uso dei partiti: i dirigenti che esprimeremo saranno manager capaci ed esperti». E, sempre sulle partecipate, Rubertelli si spinge oltre: «Delle circa 100 milioni di azioni Iren detenute dal Comune circa 19 milioni sono fuori dal patto di sindacato. Queste azioni, che oggi varrebbero circa 24 milioni, potrebbero essere cedute per abbattere il suo debito residuo e programmare un piano d'investimenti straordinari». (e.spa.)