Giù Casa Reggiani, salta il consiglio
Gattatico, le opposizioni abbandonano l’aula: «Il Pd promise la ristrutturazione»
GATTATICO. «Casa Reggiani non c’è più. Il progetto di Centro civico che rappresentava, unica motivazione data a giustificazione del nuovo quartiere di Taneto, è venuto giù con un colpo di ruspa. D’altra parte siamo in campagna elettorale e, dopo anni di immobilismo, questa amministrazione deve far vedere che sta lavorando, costi quel che costi. Abbiamo chiesto con forza di essere coinvolti per affrontare tutti insieme la questione venutasi a creare su Taneto e riteniamo sia di una gravità inaudita aver tenuto all’oscuro i consiglieri di minoranza, i capigruppo e i membri della Commissione urbanistica, riguardo alla decisione di abbattere con urgenza l’edificio».
Così le opposizioni attaccano l’operato del sindaco, Gianni Maiola, e della sua giunta, in merito all’abbattimento di Casa Reggiani. Struttura che, secondo quanto promesso dal Pd cinque anni fa, sarebbe dovuta essere ristrutturata per dare spazio a un Centro civico e che, invece, è stato rimpiazzato da negozi. Perciò, «per rendere i cittadini consapevoli della gravità della situazione», i consiglieri di minoranza hanno abbandonato il consiglio comunale di venerdì.
Il sindaco, a riguardo, ha commentato la protesta come un gesto in ottica di campagna elettorale, dal momento che, spiega, «il progetto di ristrutturazione di Casa Reggiani era dell’amministrazione precedente, quando la situazione economica era totalmente differente da quella attuale».
Infatti, per intervenire sulla vecchia casa colonica, secondo Maiola, sarebbe servito oltre un milione di euro: più del triplo rispetto a quanto il Comune avrebbe potuto investire. «Con i 300 mila euro a nostra disposizione e dopo aver consultato più volte il consiglio di frazione, abbiamo optato assieme ai cittadini per la soluzione presa. Una spesa simile sarebbe stata impossibile e inopportuna».
Lucia Cuccurese
