«La bretella migliorerà la viabilità»
L’ex assessore Gandolfi difende il progetto dopo le proteste a Rivalta: «La rotonda è stata vietata dalla Sovrintendenza»
Paolo Gandolfi ha una spiccata predilezione per i problemi delle strade. Se ne occupava quando era assessore alla mobilità e ai lavori pubblici nella giunta di Graziano Delrio. Ora continua a prendersene cura come deputato nella commissione trasporti (la nona), ma non ha difficoltà a calarsi di nuovo nelle beghe dell'amministrazione comunale di fronte alla contestazione che molti cittadini di Rivalta oppongono alla bretella progettata sotto il suo assessorato. Lo interpelliamo mentre sta ascoltando, alla Camera, un intervento di Maurizio Lupi, ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Ci chiede di pazientare venti minuti, poi risponde.
La bretella di Rivalta servirà davvero a deviare il traffico dal centro della frazione, spesso congestionato?
«Sicuramente ne impedirà l'attraversamento da parte del traffico pesante. Basterà, a tale scopo, imporvi un divieto. In quanto alle auto, dipenderà dalla capacità di incentivarne l'allontanamento. Si deve evitare ciò che avveniva a Canali nei primi anni dopo la realizzazione della tangenziale, quando pochi la utilizzavano essendo più agevole il vecchio itinerario».
A Rivalta molte critiche si concentrano sul fatto che la bretella allunga il percorso, scoraggiandone l'uso.
«In effetti la nuova strada porterà il traffico fino a via Tassoni a sud dell'innesto della tangenziale di Canali. E' previsto, però, che la Provincia abbrevi il tragitto aprendo un collegamento fra via del Burracchione e la tangenziale. Così il nuovo percorso sarà anche più veloce».
La bretella, lunga 800 metri, finirà su via Bedeschi con un incrocio a T anzichè con una rotatoria. Hanno ragione i residenti a lamentarne la pericolosità?
«Negli incroci è sempre da preferire una rotatoria. Tuttavia la Sovrintendenza l'ha vietata per rispetto del Crostolo e della Reggia. Non si può buttare via il lavoro fatto finora per cercare un'altra soluzione perdendo tanto tempo».
Ma i cittadini ribattono che l'ambiente è comunque deturpato, poichè la bretella attraversa il bosco di Sgrò.
«In realtà si tratta di un vivaio abbandonato con piante prive di valore paesaggistico. Non sono querce o frassini secolari».
Intanto, però, i negozianti di Rivalta protestano per l'allontanamento dei potenziali clienti.
«Sono proteste degne di attenzione. Penso, ad esempio, a chi ha aperto un negozio di ferramenta nell'ex-Despar. Si deve cercare una soluzione tecnicamente accettabile».
Che fine hanno fatto gli otto milioni di euro preventivati per la bretella e per le opere connesse su via Bedeschi e via del Burracchione?
«Per la bretella non sono mai stati previsti dal Comune più dei due milioni stanziati. La Provincia ne spenderà quasi altrettanti per il collegamento con la tangenziale di Canali».
Perchè non si è dato seguito al primo progetto, che alcuni rimpiangono?
«Il vecchio progetto di una strada lungo il Crostolo era di competenza dell'Anas e sarebbe costato decine di milioni. Si è rivelato impraticabile anche per l'impatto ambientale».
Gli oppositori dicono che il Comune ha deciso senza ascoltare i cittadini.
«Quand'ero assessore sono intervenuto ad almeno tre assemblee, con la partecipazione dei favorevoli e dei contrari. Contro qualsiasi opera si formano comitati di cittadini. Non li si possono sempre rincorrere».
Luciano Salsi
