La cooperativa sociale riapre il bar-pizzeria
San Martino in Rio: Gazzata riavrà un punto di incontro. A gestirlo saranno i ragazzi di “Sottovoce”
SAN MARTINO IN RIO. Riaprirà a metà aprile il bar pizzeria di Gazzata, all'angolo tra via Ca’ Matte Sud e via Annegata. La grande novità è che a gestirlo saranno i ragazzi della cooperativa sociale “Sottovoce”, conosciuta per il reinserimento lavorativo di persone disabili o svantaggiate e l’investimento sui più giovani.
Nella piccola frazione sammartinese, quindi, il luogo di ritrovo, da tempo chiuso, rivivrà sotto una nuova e rinnovata veste, pur mantenendo intatto lo spirito di convivialità che lo contraddistingueva.
Ancora “top secret” il nome e il numero delle persone che vi lavoreranno (ma solo per non rovinare la sorpresa, spiegano gli organizzatori dell’iniziativa), anche se per ora si sa che i locali non solo saranno adibiti ad uso bar, pizzeria e ristorante, ma al suo interno verranno venduti anche prodotti da forno, dolci e torte di loro produzione, oltre a latticini, pasta e generi di prima necessità, prodotti per l’igiene personale e della casa, oltre a piccoli gadget e articoli da regalo. La zona, infatti, è sprovvista di supermercati e altre attività, e quella pensata dalla cooperativa “Sottovoce” potrebbe andare ben oltre il concetto di attività commerciale.
Potenzialmente, infatti, il nuovo bar-ristorante potrebbe diventare il nuovo “cuore” della frazione sammartinese, punto di ritrovo per diverse generazioni, per passare il pomeriggio o la serata; un luogo di scambio pensato con la funzione di una bottega di una volta quando, oltre a far acquisti, si passava più di qualche minuto a chiacchierare con la gente. E il fatto che a gestirlo saranno anche i ragazzi della cooperativa sociale sarà un valore aggiunto per la piccola frazione di Gazzata.
Ai ragazzi il compito di gestire un'attività che non gode di sovvenzioni o contributi e che vivrà solo in base alla qualità del loro lavoro.
«Come cooperativa Sottovoce non siamo alla prima esperienza – spiega il presidente Stefano Giuranno – e alcuni dei nostri ragazzi sono già operativi al Parco Fola. Per Gazzata, anzi, si seguiranno gli stessi criteri utilizzati per il Parco Fola, per l'inserimento delle fasce protette e in collaborazione con i servizi sociali».
La cooperativa, infatti, si basa su principi di solidarietà verso chi è in condizioni di fragilità ed emarginazione, promuovendo uno stile di vita sostenibile ed equo. E l'attività che sta decollando a Gazzata si spera sia un nuovo successo che permetterà di far lavorare i ragazzi della cooperativa e restituire un luogo di aggregazione ai cittadini che è sempre stato punto di riferimento per la popolazione.
Silvia Parmeggiani
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