Morte di Sylvester, la polizia individuò il bus giusto
Nuovi accertamenti sulle indagini. Gli agenti dissero subito alla Municipale e a Seta che il mezzo “incriminato” era quello partito da Rubiera alle 7 e 10’
REGGIO EMILIA
Che il 14enne Sylvester Agyemang alla fermata di viale Piave fosse rovinosamente caduto – la mattina del 13 gennaio – dal “jumbo” della linea 2 partito da Rubiera alle 7 e 10’ era stato subito chiaro agli agenti della polizia di Stato piombati sul posto perché allertati dedalla centrale operativa della questura di un incidente con un ferito grave (poi risultato mortale).
I poliziotti lo mettono nero su bianco nell’annotazione di servizio – in mano alla procura – in cui descrivono l’intervento alle 7 e 40’, precisando come le due testimonianze raccolte nell’immediatezza da altrettanti studenti specifichino, senza indecisioni, che il ragazzino ghanese fosse a bordo dell’autobus partito alle 7 e 10’. Sempre gli agenti scrivono d’aver contattato in quei minuti frenetici la portineria dell’Act affinché Seta rintracciasse l’autista del mezzo partito da Rubiera alle 7 e 10’ che si era allontanato dalla fermata della tragedia facendo ritorno al deposito di via Del Chionso. Parallelamente entrano in azione anche due pattuglie della Municipale.
Una – che farà poi i rilievi – va alla fermata “incriminata”, su indicazione della centrale operativa dei vigili stessi e lì trova già una volante della questura. La seconda pattuglia della Municipale si dirige – alle 8 – al deposito di Seta proprio per visionare il mezzo partito alle 7 e 10’ da Rubiera e per identificarne il conducente.
Se la “traccia” del mezzo giusto era già condivisa da polizia, vigili e Seta, come mai finiranno nel mirino “jumbo” e autista sbagliato (cioè quello partito da Rubiera alle 7 e 01’)? Una domanda a dir poco imbarazzante, a cui – nell’inchiesta-bis – ora stanno cercando di dare una risposta i carabinieri coordinati dal procuratore capo Giorgio Grandinetti (già aperto un fascicolo ma al momento senza ipotesi di reato e indagati).
Oltretutto anche nei rilievi fatti alla fermata dalla prima pattuglia dei vigili si legge il convolgimento dell’autobus sbagliato. Un incredibile errore che è stato “alimentato” anche dall’autista della linea 4 giunto alla fermata subito dopo l’autobus partito da Rubiera alle 7 e 01’: viene avvertito mentre guida da una studentessa che c’è un giovane a terra e quando poi incrocia – al semaforo della caserma Zucchi – il collega al volante del mezzo l’avverte di quanto accaduto.
Non lascia invece dubbi quanto raccontato agli inquirenti da una studentessa 17enne tre giorni dopo la tragedia: «Sono salita a Rubiera sull’autobus delle 7 e 01’ e arrivata alla fermata di Santa Croce sono scesa e ho aspettato una mia amica che era sul mezzo della linea 2 partito da Rubiera alle 7 e 10’. Dopo alcuni minuti il bus è giunto alla fermata ed è ripartito abbastanza veloce: ho visto un ragazzo davanti alla porta posteriore che si stava tenendo alla maniglia trasversale della parte aperta della porta mentre il mezzo stava aumentando la velocità. Ho visto il suo viso spaventatissimo, poi il ragazo è caduto». Sicurezza nell’indicare l’autobus delle 7 e 10’ mostrata anche da altri studenti sentiti dai poliziotti quando Sylvester era stato da poco trasportato d’urgenza al Santa Maria nel tentativo, poi risultato inutile, di salvargli la vita.
