Anche farmacista e ostetrica al corso per gli impagliatori
SAN POLO. Accanto alla laurea in farmacia, oppure a quella in ostetricia, svetterà anche l’attestato di partecipazione al corso d’impagliatura delle sedie, organizzato dall’assessorato alla cultura...
SAN POLO. Accanto alla laurea in farmacia, oppure a quella in ostetricia, svetterà anche l’attestato di partecipazione al corso d’impagliatura delle sedie, organizzato dall’assessorato alla cultura del Comune di San Polo. Anche la terza edizione del corso d’impagliatura delle sedie secondo le vecchie tradizioni locali ha ottenuto un grande succeso: venti gli iscritti, che sono riusciti ad ottenere l’attestato partecipando a tutte le lezioni. La passione per questo hobby non conosce differenze sociali, piace proprio a tutti, uomini e donne in ugual misura (dieci uomini e dieci donne), e soprattutto piace sia agli operai che ai laureati.
L’attestato d’ impagliatore è stato consegnato dall’assessore alla cultura San Polo, Edmondo Grasselli, ad un farmacista, un’ostetrica, un’estetista, due insegnanti, un bidello, un autista di bus, un tecnico ortopedico, due operai, un cuoco, un geometra e alcuni pensionati.
Due gli insegnanti, esperti impagliatori: Flaminio Giovannelli, 68enne di Canossa, e Ivano Sassi, 54 anni, di Montecchio, che hanno fatto rivivere il mondo degli “scranèr” insegnando ad impagliare le sedie con la pavera (carice), l’erba palustre che un tempo si trovava anche nell’Enza, ma che adesso cresce lungo i canaloni della Bonifica, nella Bassa. Giovannelli e Sassi partecipano anche alle sagre e alle fiere, dove impagliano le sedie suscitando sempre grande interesse.
«Per la terza volta, a San Polo, siamo andati alla riscoperta degli antichi mestieri artigianali della val d’Enza come quello dell’impagliatore – commenta Edmondo Grasselli – per mantenere viva una importante tradizione del nostro territorio».
«E’ un mestiere ormai non molto diffuso, che lascia indubbiamente ipnotizzati e affascinati tutti coloro che assistono alla lavorazione. Il successo del corso dimostra che questa antica arte sta riscoprendo un proprio mercato che può diventare non solo un hobby, ma anche una vera e propria attività».
