«C’è più interesse sul Lambrusco»
La delegata provinciale Laura Zini: «Dal 2000 grandi passi avanti»
In occasione del Vinitaly 2014 abbiamo incontrato Laura Zini, delegata provinciale per Reggio Emilia dell'Associazione Italiana Sommelier. I sommelier, gli studiosi del vino, sono presenti anch’essi alla kermesse veronese nello stand del Concorso Enologico "Terre di Lambrusco Matilde di Canossa" allestito dalla nostra Camera di Commercio. Con Laura Zini abbiamo parlato di Lambrusco, del modo in cui è mutato in questi anni e soprattutto della sua diversa accoglienza sui mercati.
Come è cambiata la considerazione del Lambrusco in questi ultimi anni da parte dei consumatori ?
«I consumatori, non solo quelli della nostra zona, hanno dimostrato,negli ultimi anni un interesse sempre crescente per il nostro Lambrusco, che oggi è considerato veramente tra i vini che meglio si adattano alla tavola, nelle sue molteplici variazioni. Il Lambrusco piace nel senso più diretto, incontra il gusto attuale che, al di là dei marchi e dei blasoni, cerca piacevolezza nel bicchiere».
Il Lambrusco invece è cambiato ?
«Il Lambrusco è notevolmente cambiato dalla fine degli anni Novanta, quando fare il concorso enologico riservato ai vini frizzanti a Reggio Emilia sembrava un'eresia per cultori e giornalisti dei vini considerati importanti. Cultori e giornalisti che poi lo hanno visto crescere sempre di più in qualità, immagine e marketing, portandolo all'apice della notorietà di questi ultimi anni. Oggi parlare di Lambrusco è più facile e il pubblico finalmente prende in considerazione la sua sempre buona qualità».
E' possibile individuare un momento storico, un'annata, in cui è iniziata questo rinascimento del lambrusco ?
«In modo più generalizzato potremmo pensare ai primi anni del 2000 anche se già qualche produttore tentava di aprire la breccia della qualità, proponendo un cambio radicale dell'idea produttiva, portata avanti da sempre dai grandi marchi. All'epoca le differenze produttive potevano, a volte, dimostrarsi davvero considerevoli. Fatto oggi del tutto superato poiché le aziende, anche quelle maggiormente produttive, cercano di essere esse stesse il traino nella qualità fungendo da esempio per gli altri».
Esistono ancora una certa diffidenza ed una certa volontà di prendere le distanza da un prodotto semplice e di buon prezzo da parte degli esperti ?
«Oggi le opinioni degli esperti convergono sul riconoscere le doti del Lambrusco in un periodo in cui anche la versatilità di beva e il giusto rapporto qualità-prezzo sono considerati parimenti una qualità. Ogni vino va considerato all'interno della propria tipologia, senza paragoni trasversali, ed un buon calice di Lambrusco riesce a mettere spesso tutti d'accordo».(c.cor.)
