Partecipate, in gioco ci sono 47 poltrone
Nomine: ridotti posti e compensi. Ma chi vincerà le amministrative a Reggio potrà rimettere mano alle controllate
REGGIO EMILIA
Nessuna delle forze politiche in corsa per conquistare il vertice politico del Comune di Reggio vuole sentire parlare di eventuali spartizioni o di giro di vite. Sta di fatto, però, che la compagine che uscirà vincitrice alle prossime elezioni amministrative di maggio potrà contare sul potere di nomina di ben 47 poltrone sparse nella vasta galassia delle società partecipate dall’amministrazione di piazza Prampolini. Una facoltà prevista dagli statuti delle società, degli enti e delle fondazioni (o tramite accordi scritti nel copione della politica) e che diventerà uno dei cardini sui quali verrà centrata l’azione del governo cittadino.
LA CASSAFORTE. Nel portafoglio azionario del Comune sono custodite le quote di 32 società con diverse funzioni e natura. Una geografia ricostruita tramite i dati pubblicati dall’amministrazione stessa, che deve dichiarare le partecipazioni, il numero di amministratori e le nomine di sua competenza, senza scordare i relativi compensi. Il blocco principale è quello delle partecipazioni in società di capitali.
Qui infatti, si trova Iren, la multiutility che a giugno distribuirà 5 milioni di euro in dividendi al Comune di Reggio, azionista con il 7,77% del capitale sociale. A metà del 2013 è stato cambiato il cda della società, che conta 13 amministratori, con un tetto compensi di 576mila euro lordi e un generoso gettone di presenza alle sedute pari a 700 euro per ciascun membro. Ad ogni cambio di vertice il Comune di Reggio esprime come sempre un parere “vincolante”, cercando l’accordo con gli altri azionisti per disegnare la governance. Tutt’altra storia in fatto di gettoni per Reggio Children srl, braccio operativo della Fondazione Reggio Children. La prima conta 3 consiglieri di cui uno nominato direttamente dal Comune, con un compenso totale di 45mila euro spettante alla presidente Carla Rinaldi e gettoni di presenza di 25 euro a Carla Giudici e Serena Foracchia (ques’ultima dipendente del Comune). La fondazione, invece, conta 7 consiglieri di cui 2 nominati dal Comune ma tutti non retribuiti.
AZIENDE SPECIALI. Proprio quest’anno scadono le cinque nomine decise dall’amministrazione Delrio al vertice delle Farmacie Comunali (Fcr), unico vero forziere al 100% del Comune e in grado di macinare utili, garantire posti di lavoro e continuità a lungo termine. Qui i compensi totali raggiungono i 73mila euro: 40mila al presidente Francesco Colosimo e 8mila circa agli altri quattro membri. Anche alla Asp Rete (servizi assistenziali per anziani) il compenso è tra i più sostanziosi: 23.420 euro per il presidente Raffaele Leoni e un gettone pari a 200 euro a seduta per Giuseppina Parisi e Pierpaolo Salvarani, tutti di nomina comunale. Il record dei consiglieri delle società con compensi spetta però all’Istituto musicale Peri-Merulo: i membri in cda risultano essere 12, alcuni dei quali con gettone di presenza di 30 euro. Altri 15.600 euro spettano sia al presidente Alessandro Ovi (che ha da poco creato un fondo di tasca sua per gli studenti meritevoli) sia ad Andrea Griminelli.
I TAGLI. Da qualche tempo il Comune ha sfrondato le poltrone. Ultima operazione riguarda le Asp Osea e SS. Pietro e Matteo, che sono state fuse, passando da 10 consiglieri a un amministratore unico ancora da nominare. Stessa cosa per la fusione tra Campus e Fincasa, amministrate ora da Francesco Notari, a capo anche dell’Aeroporto di Reggio srl, carica quest’ultima per la quale non riceve compensi.
I “MECENATI”. Parte consistente delle nomine riguardano gli enti privati e le fondazioni, per le quali non ci sono compensi e i gettoni sono previsti solo alla Simonini, alla Vittime dei reati e all’Istituto per ciechi.
