Il merito del successo? Ai coltivatori
A Reggio hanno continuato a credere nelle nostre uve quando le spese del lavoro nella vigna superavano i guadagni
La grande crescita del Lambrusco è un successo che i produttori reggiani hanno raggiunto grazie all'impegno di tutti. I viticoltori in primo luogo, che hanno continuato a credere nella loro attività, anche nei momenti in cui produrre costava più di quanto si potesse incassare, senza perdersi d'animo e facendo i bilanci aziendali su periodi medio-lunghi. I viticoltori reggiani in questi anni sono anche stati protagonisti di un forte rinnovamento delle tecniche colturali e con esse di un evidente miglioramento qualitativo delle produzioni che non è passato inosservato. Al loro fianco da sempre le cantine cooperative che a Reggio lavorano il 90% delle uve prodotte sul territorio. Anche loro in questi anni hanno saputo realizzare forti crescite qualitative sia enologicamente sia commercialmente. Oltre alla tecnologia, nelle cantine reggiane si inizia a respirare organizzazione che oggi è l'ingrediente fondamentale per affrontare mercati sempre più difficili e impegnativi anche quando si è titolari di un prodotto ricercato come il Lambrusco. Non dimentichiamo che il gruppo Cantine Riunite&Civ è stato un esempio positivo per tutti,prima azienda in grado di compiere scelte strategiche, rivoluzionarie e lungimiranti, finalmente degne di una reale imprenditorialità che fino ad allora era mancata a simili livelli. Questo in effetti è stato da stimolo per altri che, non certo senza sforzi, si sono e si stanno organizzando ad affrontare sfide completamente nuove rispetto al passato. E' per esempio il caso di Emilia Wine, il gruppo recentemente nato dall'aggregazione di tre importanti cantine sociali e che stagià vivacemente lavorando per raggiungere i livelli di organizzazione oggi indispensabili. Nel panorama enologico reggiano non deve poi essere dimenticato il restante 10% della produzione costituito da produttori privati che non hanno di certo meriti inferiori e nella maggioranza dei casi hanno saputo lavorare a livelli straordinari tanto da diffondere le proprie etichette in mercati di livello superiore, fungendo in questo modo anche da traino sui mercati interni e internazionali, per il Lambrusco in generale. A conferma dell'impegno e degli sforzi dei produttori reggiani meritano di essere citati i premi che Vinitaly ha assegnato all'eleganza delle bottiglie di Lusvardi Wine nel 2012 e nel 2013 e a Lombardini Francesco quest'anno. (c.cor.)
