Gazzetta di Reggio

Reggio

Nessun dirigente Pd al film di Veltroni

Nessun dirigente Pd al film di Veltroni

Cinema gremito mercoledì sera per la presentazione del docu-film su Berlinguer

2 MINUTI DI LETTURA





Mercoledì sera al Cinema Jolly di Villa Cella si è tenuta la proiezione del documentario dedicato alla figura del terzo segretario del Partito Comunista Italiano Enrico Berlinguer. Una produzione fortemente voluta e totalmente realizzata dall'ex segretario del Partito Democratico Walter Veltroni. Presenti in sala molti militanti e attivisti "di base" del Partito Democratico ma nessun dirigente o carica pubblica, viene quasi a pensare che Veltroni non interessi più, o peggio non interessi più Enrico Berlinguer.

Il docu-film di Walter Veltroni racconta Enrico Berlinguer partendo dall'infanzia, passando dalla vittoria sul referendum sul divorzio alla morte di Moro e alla fine del compromesso storico, fino al comizio di Padova dell'11 giugno 1984 e i funerali a Piazza San Giovanni.

Nella narrazione, a fianco dei mostri sacri della storia comunista come Ingrao, Macaluso e un commosso Napolitano, trovano posto anche le impressioni della figlia Bianca Berlinger, Mikhail Gorbachev, Eugenio Scalfari e Jovanotti, il tutto accompagnato da una voce narrante composta dall'attore Toni Servillo e lo stesso Walter Veltroni. C'è molto di Walter Veltroni in questo documentario che è indirettamente attore di questa sua produzione che sta sbancando ai botteghini.

Intervistato da Renato Ballabeni, conduttore della trasmissione "Ciak si Gira", Veltroni ha aperto la discussione ironizzando con la storica frase di Nanni Moretti "No, il dibattito no!". E’ seguita una considerazione sugli anni difficili in cui Berlinguer si trovava ad operare e quanto fosse innovatore e coraggioso nel suo essere uomo, prima che politico, e sul perché fosse così amato dal suo popolo e non solo. «In apertura - ha detto Veltroni - potete vedere che intervistiamo decine di giovani, un 30% sa chi era Enrico Berlinguer: questa opera è voluto soprattutto per il restante 70% e per tutte le generazioni future perché non scordino mai uomini come Enrico». In chiusura Veltroni non ha dimenticato di ricordare ed elogiare il grande comizio al Campovolo nel 1983. «Avere speranza significa andare a vedere il film su Enrico Berlinguer, vedere che la sala è stipata all'inverosimile con tanto di gente in piedi e sentire metà del pubblico piangere come bambini durante la narrazione, dentro un Cinema Jolly tutto esaurito» ha commentato, finita la serata, Paolo Tamagnini, segretario del Circolo Pd Reggio 2.