Offlaga Disco Pax, morto il musicista Enrico Fontanelli
Lutto nel mondo della musica: l'annuncio della band reggiana su facebook: "Non stava bene da qualche tempo". Stroncato dalla malattia lascia a 36 anni la compagna e la figlia di sei mesi
REGGIO EMILIA
«Siamo, forse, una cartolina, un promemoria, un vecchio album fotografico rispolverato. Un vecchio adesivo che trovi su quei mobili gettati in discarica». Con queste parole, una manciata di primavere fa, Enrico Fontanelli raccontava chi erano gli Offlaga Disco Pax in un’intervista alla Gazzetta. Oggi, l’ideatore e tastierista del gruppo reggiano, non c’è più: a stroncarlo, nella notte tra giovedì e ieri, è stata una maledetta malattia, che se l’è portato via nella sua casa di Broletto di Albinea. Aveva 36 anni.
La notizia è circolata già nella mattina di ieri, quando una ristretta cerchia di amici non ha potuto fare altro che dire a Reggio e a tutto il mondo della musica indipendente italiana che Enrico non c’era più. «Stava male da un po' di tempo, sapevamo che la situazione era difficile, ma non avremmo mai immaginato che sarebbe successo tutto così in fretta – racconta con la voce rotta l’amico e voce degli Offlaga, Max Collini – È stato un tumore molto complicato da affrontare (sviluppatosi tra cuore e polmoni, ndr). Lo avevano sottoposto a una serie di chemioterapie e cure molto pesanti, ma sembrava che le cose stessero andando meglio. Non è andata così».
Fontanelli era nato nell’ottobre del 1977 nel centro storico di Reggio, poi, a cinque anni, si era trasferito a Rivalta, dove era cresciuto. La passione per la musica alternativa e per le produzioni indipendenti lo prende già in adolescenza, quando Reggio era una delle arterie pulsanti della musica italiana e non solo. Fontanelli ha il suo gruppo, i Kathleen’s, con i quali nel 1999 sforna l’omonimo Ep dai richiami new wace e suona negli ormai mitici locali della scena underground di allora: Maffia, Calamita, Red’Ko. Nel frattempo conosce un certo Daniele Carretti, membro dei Magpie, con il quale condivide l’amore per la musica new wave e con il quale lavora per qualche mese nello storico negozio musicale di via Emilia San Pietro, Tosi Dischi.
Proprio in una di queste serate, a metà strada tra palco e platea, avviene uno degli incontri più importanti della vita di Fontanelli. «Enrico l’ho conosciuto perché mi piacevano i Kathleen’s – spiega Collini – andavo a sentirli spesso e così ci siamo incontrati. Io scrivevo già le mie storie ed è stato proprio Enrico, una mattina, a venire in ufficio da me e propormi di metterle in musica assieme a Daniele. L’idea degli Offlaga Disco Pax è sua».
Nel frattempo Fontanelli va a vivere da solo, a Paderna di Vezzano, da dove lavora alle sue produzioni musicali, spaziando in vari settori del terreno della creazione artistica: “Subbuteria”, un bellissimo documentario sul subbuteo, fotografia (è sua una delle foto dell’album “Ok:ko” dei francesi Ulan Bator) e naturalmente tanta musica, da compositore e produttore. Nel mentre organizza anche i mercoledì sera del Maffia.
Nel 2003 inizia l’avventura con gli Offlaga Disco Pax, che dall’esordio molto sottotraccia del Calamita di Cavriago e del Premio Daolio, arrivano nel 2005 a portare “Socialismo tascabile”, il primo disco della band reggiana, in tutti i locali indie più importanti d’Italia.
L’album è un vero e proprio caso nazionale come non accadeva dai tempi dei Cccp. Il resto, come si suol dire, è storia.
Assieme agli altri due album della band reggiana, Fontanelli mette la sua firma anche nel fortunato secondo disco de “I Cani”, prodotto da lui, i cui lavori terminano proprio la scorsa estate. «C’è un mondo in cui Enrico era una persona importante – aggiunge Collini – in tanti erano a casa sua per salutarlo. L’ultima volta che l’ho visto ero assieme a Jukka dei Giardini di Mirò, suo grande amico, come Luga G dei Julie’s Haircut: è stato un mese fa, siamo andati fuori a cena e abbiamo detto un sacco di cazzate, è stata una serata bellissima».
Fontanelli lascia la compagna Elena Pavani, la figlioletta Leila, di poco più di sei mesi, i fratelli Fabrizio e Andrea e i genitori. Il funerale civile partirà oggi alle 14.30 dalle camere ardenti di via Croce, per concludersi a San Giovanni di Querciola, dove Fontanelli verrà tumulato assieme a una buona parte della sua famiglia, come lui aveva chiesto.
I RICORDI. «Enrico era mio amico. Vi lascio alle chiacchiere, ora lo vado a salutare per l’ultima volta, poi penserò a Elena e Leila, agli amici rimasti, a Fabrizio, a tutta la sua famiglia, a Daniele e Max. Non è proprio da me un’esternazione del genere e non sarebbe sicuramente stata da lui. Ma non me ne frega niente. Piove, piove fortissimo. Mi sa che a salutarlo ci vado a piedi». Queste le parole lasciate su Facebook da Luca Giovanardi dei Julie’s Haircut, gruppo reggiano-sassolese. Luca G – come lo conoscono gli appassionati di musica – era uno degli amici più intimi di Fontanelli. La loro indole schiva e riflessiva, ma profonda e pronta a scattare al primo suono interessante, era stata forse alla base della loro profonda amicizia. Assieme – si legge – i due avevano anche in progetto un disco, che però non potrà più vedere la luce.
È tutto il mondo della musica indipendente reggiana e italiana a unirsi in coro al cordoglio per la scomparsa di Enrico. Anche Jukka Reverberi e i suoi Giardini di Mirò, amici di lunga data di Fontanelli (che anni fa aveva “rischiato” di suonare nella band cavriaghese) hanno salutato «l’amico e compagno di viaggio».
Non hanno fatto mancare il loro saluto nemmeno gli Stato Sociale, gruppo bolognese. «Qualche anno fa, ben prima di calcare i palchi come Stato sociale, scoprimmo una canzone chiamata “Robespierre”. Lavoravamo a Radio Città Fujiko qui a Bologna, e tutti negli studi se ne innamorarono. E si innamorarono di quei tre emiliani come noi, che raccontavano di storie vicine e lontane, di una malinconia che ha a che fare con la pasta all’uovo, il socialismo, una certa vena d’ironia».
Sulla pagina personale di Fontanelli sono decine i messaggi di vicinanza e cordoglio, mentre sulla pagina degli Offlaga Disco Pax i messaggi e le condivisioni sono state migliaia. Radio, gruppi musicali e semplici fan, centinaia di persone che con la musica di Fontanelli sono cresciute e ne sono state segnate. Tutti uniti da un medesimo sentimento, che gli stessi Offlaga hanno lasciato nella loro “Enver”: «E non sarai mai/ un’emozione da poco».
