Ridurre i costi produttivi mantenendo alta qualità
Gli obiettivi dei produttori vitivinicoli reggiani sono chiari: riduzione dei costi di lavorazione pur perseguendo i massimi livelli qualitativi delle produzioni, incremento del prezzo del prodotto...
Gli obiettivi dei produttori vitivinicoli reggiani sono chiari: riduzione dei costi di lavorazione pur perseguendo i massimi livelli qualitativi delle produzioni, incremento del prezzo del prodotto in virtù di una domanda crescente e di un ottimo rapporto dello stesso con la qualità, allargamento delle aree di commercializzazione. Teorie facili da individuare ma che in un particolare momento storico del mercato del Lambrusco meritano investimenti concreti. Nel 2013 il Lambrusco è stato venduto in Italia a un prezzo medio di 2,65 euro la bottiglia quando potrebbe essere benissimo venduto a 15 centesimi in più, il 5%, permettendo al produttore un incremento della remunerazione delle uve del 40% rispetto a quella attuale. Una differenza di proporzioni fra il prezzo della bottiglia e l'utile per il viticoltore che non è certo nuova ed è frutto dei costi di confezionamento, di distribuzione e di ricarico da parte dei distributori che molto spesso è troppo elevato. Questo non deve gravare sul consumatore. Per un ristorante per esempio vendere a 9 euro una bottiglia comprata a 3 euro porta lo stesso margine realizzabile con la vendita di due di quelle bottiglie a 6 euro. Nel secondo caso, il cliente sarà più soddisfatto e di bottiglie se ne saranno stappate il doppio. (c.cor.)
