Gazzetta di Reggio

Reggio

«Si comporti bene e avrà vita tranquilla»

di Elisa Pederzoli
«Si comporti bene e avrà vita tranquilla»

In due telefonate le minacce a un imprenditore e al commercialista, ma Alfonso Iembo al gip nega di averle fatte lui

2 MINUTI DI LETTURA





«Digli di fare la persona seria e tutti potranno avere una vita tranquilla...».

E’ questo uno dei passaggi chiave della telefonata, risalente ai primi giorni del marzo scorso, e che secondo gli inquirenti sarebbe stata fatta da Alfonso Iembo, mentre già si trovava agli arresti domiciliari per l’aggressione al commercialista Marco Macchiaverna. Dall’altra parte dell’apparecchio, c’era un famigliare di un noto imprenditore reggiano. Quest’ultimo a sua volta vittima, ancora secondo gli investigatori, di minacce ed estorsioni da parte dell’imprenditore edile di origine calabrese.

Ma non è la sola chiamata su cui stanno indagando i carabinieri del Nucleo Investigativo dei carabinieri, coordinati dall’Antimafia di Bologna, e che hanno motivato il provvedimento di custodia in carcere, eseguito dai militari nei confronti del 47enne, tutt’ora ristretto alla Pulce.

In quella stessa giornata sarebbe stato anche una familiare del commercialista – minacciato con la pistola il 18 febbraio scorso nel suo studio di via Emilia San Pietro con la richiesta di denaro – a ricevere una telefonata inquietante. Dall’altra parte del telefono, una voce con accento meridionale la invitava a riferire al professionista che «è una brava persona». Con un “invito”: «Si comporti bene, senno veniamo sotto casa».

Per chi indaga sarebbe stato ancora Alfonso Iembo a chiamare. Telefonate – si legge nell’ordinanza di custodia – con «rilevante carica intimidatoria, dal tenore fortemente evocativo delle parole».

Non è il solo elemento che ha fatto finire nei guai l’ex imprenditore edile. In tasca, quando venne arrestato dalla Squadra mobile nello studio del commercialista, aveva un registratore. Che non aveva fissato solo quanto accaduto poco prima nello studio tra il commercialista, ma conservava uno scampolo di un’altra conversazione precedente: tra Iembo, ritengono gli investigatori, e lo stesso imprenditore oggetto della chiamata.

Ieri, intanto, nel carcere di via Settembrini si è tenuto l’interrogatorio di garanzia per Alfonso Iembo. Difeso dall’avvocato Romano Corsi, l’uomo davanti al gip ha respinto ogni accusa e negato di essere stato lui a compiere quelle chiamate. E ribadendo, sostanzialmente, quanto già detto in precedenza: ovvero, che le minacce al commercialista sarebbero stato il frutto della sua esasperazione, dopo il fallimento della sua attività e per la mancanza di soldi per curare la patologia della figlia. Le indagini sono tutt’altro che finite. L’avvocato Corsi ha annunciato il ricorso al tribunale per la scarcerazione.