Chiude il Mercatone, 21 posti a rischio
Sant’Ilario: oggi e domani presidio contro i licenziamenti, il sindacato chiede il loro trasferimento a Parma o a Rubiera
SANT’ILARIO. Tocca anche la nostra provincia la crisi del gruppo “Mercatone Uno” che prevede la riduzione dei punti vendita in tutta Italia. Dopo un mese dalla comunicazione ufficiale da parte dell’Azienda sulla chiusura dei due punti vendita del Gruppo sul nostro territorio, il futuro dei 21 dipendenti del Mercatone Uno e del punto vendita Tre Stelle di Reggio, (16 a Sant’Ilario, punto vendita storico, e 5 a Reggio Emilia) è ancora incerto.
In un comunicato diffuso ieri, la Filcams-Cigl annuncia che le lavoratrici e i lavoratori saranno in sciopero oggi e domani, in concomitanza con la svendita finale - con presidio oggi dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18 - per chiedere di essere ricollocati nei punti vendita limitrofi, cioè Parma e Rubiera.
«Nonostante sia aperto, sul piano nazionale, un tavolo negoziale (gli esuberi dichiarati sono 300 e i punti vendita in chiusura sul territorio nazionale sono 13 , di cui 7 Trestelle, per i quali è prevista la cessazione del marchio, e 6 Mercatone Uno) la richiesta di un piano di ricollocazione strutturale rimane, per ora, inevasa».
«A fronte di una disponibilità di massima data dall'Azienda a ricollocare una parte di personale su tutta la rete nazionale – spiega la nota della Filcams-Cigl – non si è riusciti ad ottenere risposte chiare che possano dare certezza di futuro alle 21 famiglie coinvolte sul nostro territorio da queste chiusure».
«Le lavoratrici e il lavoratori scioperano per chiedere di essere ricollocati, non sulla rete nazionale, ma in un raggio chilometrico non proibitivo, quindi nei punti vendita di Parma e Rubiera, e per non perdere il lavoro dopo anni di esperienza e impegno».
Tutta la rete Mercatone Uno è già attualmente interessata dall’utilizzo dei contratti di solidarietà che hanno permesso alla società di ammortizzare la crisi e di gestire in maniera flessibile gli orari di lavoro. I punti vendita di Parma e Rubiera hanno utilizzato i contratti di solidarietà con una percentuale molto bassa, il 9% di media, e in questi anni hanno utilizzato numerosi contratti a tempo determinato, interinali e di associazione in partecipazione. Rendendo evidente la necessità di presenze in organico».
«Per questo chiediamo – conclude la Filcams-Cgil – che anche attraverso l’utilizzo dei contratti di solidarietà si possa tutelare l’occupazione evitando i licenziamenti. Data la precipitazione degli eventi, che vede la chiusura dei punti vendita al pubblico a fine aprile, i dipendenti chiedono di avere un piano di ricollocazione in tempi brevi». (f.d.)
