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La mannaia di D’Andrea su dirigenti e consulenze

La mannaia di D’Andrea su dirigenti e consulenze

Il candidato civico: «Se eletto azzererò tutti gli apicali chiamati dall’esterno Oggi il Comune spende 2 milioni in consulenti: sono decisamente troppi»

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Ernesto D'Andrea - a capo della sua lista civica, fondata dopo la fuoriuscita, o come sostiene lui la "cacciata" dal Pd - è tra quelli che uno scossone alla complessa macchina comunale lo vorrebbero assestare. Con l'intento di ridurre i costi, eliminerebbe tutti i dirigenti chiamati dall’esterno e darebbe un giro di vite anche alle consulenze, ma il suo sguardo arriva anche alle partecipate che andrebbero accorpate o in qualche caso chiuse.

D'Andrea, nel caso fosse eletto come si porrebbe nei confronti della macchina Comune?

«Azzererei tutti i dirigenti esterni nominati dal sindaco. La Corte dei Conti ha detto che quando ci sono figure interne in possesso di titoli e qualità per svolgere il ruolo di dirigenti bisogna nominare questi. E' una scelta che farebbe risparmiare risorse da riutilizzare nei servizi. Penso che in Comune a Reggio non sia indispensabile avere molte figure apicali, come i capi area che sono in numero eccessivo. Figure eliminabili nel momento in cui si nomina un dirigente».

Tra i dipendenti esistono già competenze e professionalità adeguate?

«Sì. A partire dall'Urbanistica dove si sono architetti e ingegneri che hanno un'esperienza consolidata nei vari settori ed è su questo che si deve puntare per assegnare un ruolo dirigenziale e al tempo stesso avere un risparmio».

I dirigenti sono il buco nero della spesa comunale?

«Premesso che non si possono licenziare persone, per abbattere le spese si possono drasticamente ridurre le consulenze che oggi valgono circa 2 milioni di euro, per mantenere solo quelle indispensabili. Ci sono anche tante figure con contratti di collaborazione. Occorre fare una verifica e capire quali sono quelle indispensabili e alle altre non rinnovare il contratto».

Serve una maggior mobilità interna?

«In molti casi si tratta solo di investire su corsi di aggiornamento e di formazione professionale per far funzionare meglio le cose».

Vale anche per la Polizia Municipale?

«Anche gli agenti debbono essere sottoposti a corsi di formazione professionale e da tempo sostengo che la Polizia Municipale dovrebbe occuparsi di microcriminalità, ma per fare questo occorrono corsi di formazione e una preparazione adeguata. Poi potrebbe intervenire davanti alle scuole per prevenire forme di bullismo».

E i parenti? Sarebbero tollerati?

«Non nominerei mai un mio parente, né in Comune, né in una partecipata».

A proposito di società partecipate cosa intende farne?

«Si deve andare a un accorpamento e altri casi a chiusure e comunque va applicato il principio della produttività. Se a fine anno il bilancio è in perdita il presidente e il cda se ne devono andare. Inoltre va ridotto drasticamente il numero dei consiglieri e delle cariche. Si deve poi creare un organismo terzo, non nominato dal Comune, che deve individuare i candidati in base ai titoli e alle competenze».

Roberto Fontanili

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