«Anni di lavoro in fumo, ma non finirà così»
L’amarezza del fondatore dell’attività: «Spero solo che il rogo non sia l’opera di un disgraziato...»
S’abbracciano sconvolti, con le lacrime agli occhi. La famiglia Cottafavi ha di fronte un vero disastro. Strappano il cuore le parole di Carlo Cottafavi, il fondatore dell’attività: «Più di cinquant’anni di lavoro – dice amareggiato – non possono finire così. Ma non mi dò per vinto, ho vissuto gli anni duri della guerra e dei bombardamenti: piuttosto vendo la casa, ma con il lavoro continuo. Non sappiamo ancora perché sia accaduto, spero solo che non sia stata l’opera di un disgraziato...».
Vicino a lui – pietrificato – c’è il figlio 47enne Claudio con a fianco la moglie che piange. Da vent’anni lavorano anche loro lì, sono distrutti. «Abito non molto lontano da qui e ho visto la colonna di fumo dalla finestra – spiega ancora frastornato dall’accaduto – e ho pregato che non fosse successo nulla alla nostra attività. La telefonata della barista mi ha subito disilluso e mi sono precipitato al negozio. Non riesco a quantificare al momento i danni, so solo che in negozio non si passava, lunedì dovevamo fare una consegna importante».
Su cosa possa aver causato quest’incendio devastante, il figlio del titolare è prudente: «Parlano di un corto circuito, ma non capisco come possa essere accaduto. Al sabato siamo chiusi, quindi d’acceso c’era ben poco: le telecamere di sorveglianza, il computer che registra, l’insegna luminosa».
Un dubbio che fa scivolare il discorso sull’ipotesi-incendio doloso: «Non abbiamo mai ricevuto minacce – riflette ad alta voce Claudio Cottafavi – non abbiamo contenziosi in ballo, non pensiamo di essere nel mirino di nessuno. Un atto vandalico? Non ritengo possibile nemmeno quello, ma a questo punto attendiamo una risposta certa dai vigili del fuoco. Certo che vedere tanti anni di lavoro andare in fumo in questo modo...».(t.s.)
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