Atto vandalico nel parco buttata via la Madonnina
Cavriago: danneggiata per l’ennesima volta l’edicola votiva della famiglia Govi I teppisti, dopo aver infranto il vetro, rubano la statuetta e la gettano nel Rio
CAVRIAGO. Un altro grave ed inqualificabile, atto vandalico è stato compiuto ai danni della maestà che si trova nel Parco del Rio di Cavriago. Lo cappelletta dedicata alla Madonna, realizzata dalla famiglia Govi nel 2007 in segno di ringraziamento per il “miracolo” che vide il figlio 18enne scampare ad un gravissimo incidente stradale, è stata nuovamente profanata, presumibilmente nella notte tra il 3 e 4 aprile scorsi. I vandali hanno ancora una volta infranto il vetro protettivo della nicchia che accoglieva la statuetta della Vergine, che è stata anche sottratta dalla teca e gettata nel vicino torrente.
«È un gesto di inciviltà, di disprezzo dei sentimenti religiosi e delle regole della convivenza civile – afferma una nota del vicesindaco Paolo Burani – dei beni comuni che l’amministrazione comunale, esprimendo la propria indignazione, condanna risolutamente».
Il vicesindaco, facendosi interprete dei sentimenti di riprovazione dei cavriaghesi, dichiara: «Indignazione e sconforto sono i sentimenti che si provano dopo l’ennesimo atto di vandalismo subito dalla maestà nel Parco del Rio. Indignazione per un gesto, che è anche di violenza verso un simbolo religioso, collocato in un luogo pubblico, che dovrebbe ispirare sentimenti positivi, anche per i non credenti».
«Ormai si fa fatica ad avere memoria – aggiunge – del numero delle volte che la Madonnina del Rio è stata oggetto di furto e distruzione. Un accanimento assolutamente incomprensibile. Sconforto nel vedere ancora una volta quanto poco rispetto ci sia per le cose pubbliche. L’elenco dei danni subiti dal Comune ogni anno è lungo (lampioni, panche, tavoli, giochi) – conclude il vicesindacoBurani – ed è anche oneroso dal punto di vista della necessaria manutenzione che, ovviamente, ricade indirettamente sugli stessi cittadini». Danni che rappresentano, quindi, un’offesa a tutta la comunità. (f.d.)
