Gazzetta di Reggio

Reggio

Certificati antipedofili, bomba sulle scuole

Certificati antipedofili, bomba sulle scuole

Il ministero restringe il campo, in pratica, soltanto ai neo assunti del comparto istruzione

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Il “certificato antipedofilia” obbligatorio solo per i nuovi assunti, escluso però il volontariato.

E’ il succo del chiarimento arrivato ieri dal ministero della Giustizia che restringe – e non di poco – l’onere per i datori di lavoro di presentare il documento per i dipendenti che operano abitualmente con i minori.

Un’interpretazione normativa che anche nel Reggiano esclude in massa società sportive (davvero poche quelle con veri e propri dipendenti), gruppi parrocchiali (scout, catechisti), associazioni nonché onlus che operano nel sociale: in queste realtà sono impegnati a titolo gratuito tantissimi volontari che, quindi, non sono titolari di un vero e proprio contratto di lavoro . In sostanza anche nel Reggiano solo le scuole sono interessate dal provvedimento, ma non con il rischio-caos che sino a ieri sembrava coinvolgere indistintamente insegnanti, personale ausiliario e di segreteria. Infatti solo il personale al primo rapporto di lavoro (sul versante dei docenti quelli neoimmessi in ruolo con contratto a tempo indeterminato e i precari al “debutto” in graduatoria e papabili per una supplenza) dovrà presentare il certificato giudiziario affinché si accerti che il soggetto non sia già stato condannato per reati contro i minori (prostituzione minorile, pornografia minorile, pornografia virtuale, turismo sessuale e adescamento di minorenni), mentre chi è già dipendente non ha questo obbligo.

«E’ un tema delicato – commenta il dirigente scolastico provinciale Silvia Menabue – e ritengo opportuno che si tenga alta la guardia, quindi anche la richiesta di questo specifico documento per i nuovi assunti in ambito scolastico è certamente importante».

Le fa eco Claudia Giudici, presidente dell’istituzione nidi e scuole d’infanzia di Reggio che coinvolge 530 dipendeni: «E’ una modalità che non ci coglie impreparati – spiega – perché questa procedura viene da noi già applicata al momento della nuova assunzione. Comunque ogni forma di controllo su chi opera con bambini è importante, anche se l’organizzazione e il lavoro collegiale sono i principali anticorpi su questo versante».

«Non è certo un certificato – sottolinea invece Elvira Meglioli, segretaria provinciale Cgil-scuola – che mette al riparo famiglie e scuole dai rischi della pedofilia».(t.s.)