Gazzetta di Reggio

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Corsa contro il tempo per ritrovare il Piper

Luca Tondelli
Corsa contro il tempo per ritrovare il Piper

Da venerdì ricerche in Appennino per il bimotore scomparso, il maltempo ha ostacolato il lavoro degli elicotteri 

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COLLAGNA (REGGIO EMILIA)

Sono proseguite per l’intera giornata di sabato, iniziando all’alba,  e sono tutt'ora in corso le ricerche del bimotore Piper 30, scomparso dai radar alle 11.28 di venerdì, dopo che l’ultimo segnale del cellulare del pilota, unica persona a bordo, aveva agganciato la cella situata vicina al Passo del Cerreto, in territorio di Collagna.

Dopo che le ricerche venerdì erano proseguite senza sosta fino al calar delle tenebre, ieri mattina sono riprese con una organizzazione e un dispiegamento di forze ancora maggiore. Tutte le operazioni sono state coordinate direttamente dall’Aeronautica militare, e hanno coinvolto mezzi e uomini di diverse forze dell’ordine e di soccorso, tra i quali Soccorso alpino, vigili del fuoco e carabinieri. Una ricerca che non ha però avuto vita facile, a causa soprattutto del maltempo: la nebbia in quota ha insistito praticamente per tutta la giornata, limitando anche la possibilità di azione dei mezzi aerei.

I soccorritori hanno di fatto installato due “campi base”: a Castelnovo Monti, il Centro Coni è stato transennato e reso di fatto “area militare”, in quanto base di decollo e atterraggio degli elicotteri, tra i quali due moderni HH-139 dell’Aeronautica, e un ulteriore elicottero della Marina con sofisticati sistemi di avionica e radar. Inoltre è stato utilizzato anche l’elicottero dei vigili del fuoco di Bologna, sempre con scalo al Centro Coni.

Ma, proprio a causa della scarsa visibilità, si è operato anche con un secondo campo base, a Cerreto Laghi, dal quale ci si è spostati su sentieri e strade forestali con squadre a piedi o mezzi motorizzati fuoristrada. Sulle modalità di operare spiega Stefano Rossi, responsabile della stazione Monte Cusna del Soccorso alpino: «L’Aeronautica militare ha condotto le operazioni con grandissimo impegno, ma le condizioni erano davvero difficili. Con l’elicottero si è potuto volare a tratti perché si verificava una continua alternanza di apertura e poi raddensamento della nebbia. Anche le squadre a terra hanno dovuto operare in condizioni difficili: addirittura, in alcune situazioni, per rientrare al campo base hanno dovuto utilizzare il gps perché la visibilità era di due metri e si perdeva l’orientamento».

Dal tardo pomeriggio, attorno alle 18, e fino a che è stato possibile volare con condizioni di sicurezza, sono stati effettuati ulteriori voli con l’elicottero dell’Aeronautica, che ha effettuato ricerche con metodologia militare, utilizzando i visori e i sistemi di avionica avanzati installati sull’HH-139, ma non è stato possibile ottenere riscontri positivi. Le ricerche hanno interessano soprattutto un’area di circa nove chilometri di raggio dalla cella telefonica di Collagna che ha agganciato per l’ultima volta il cellulare del pilota. I costoni rocciosi e la fitta vegetazione hanno reso le operazioni di ricerca ancora più laboriose. Si tratta della zona del monte La Nuda, di 1.895 metri di altezza, e della Cima Belfiore, alta 1.810 metri.

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