Gazzetta di Reggio

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L’ALTRA SFILATA

Max Mara, sboccia la primavera con un monologo griffato live

Max Mara, sboccia la primavera con un monologo griffato live

REGGIO. Metti un monologo non solo recitato e firmato, ma anche griffato. E’ quello che venerdì pomeriggio ha inaugurato ufficialmente la primavera nello splendido cortile “fiorito” dello show room...

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REGGIO. Metti un monologo non solo recitato e firmato, ma anche griffato. E’ quello che venerdì pomeriggio ha inaugurato ufficialmente la primavera nello splendido cortile “fiorito” dello show room di Max Mara, in via Emilia San Pietro. Seguito ieri da uno Spring Party dove si è potuto “bissare” degustando cocktail a base di fiori circondati dalle originali composizioni di un flower designer made in Reggio (“Il tè e la rosa” di Corso Garibaldi).

Il valore aggiunto ha un nome: Federica Fracassi. Diretta al cinema da Bellocchio, Salvatores e Virzì, a teatro da Latella,Martinelli e Binasco, l’attrice ha prestato il suo talento ad un monologo (divertente e intelligente) scritto da Magdalena Barile dedicato alle donne, agli abiti, alla bellezza. E alla vita.

Questo il filo rosso. Federica Fracassi si presenta davanti ad un’inconsueta platea interpretando tante donne, o meglio la stessa donna in diverse fasi della sua vita. C’è Federica-ragazza per la quale ogni abito è legato a un incontro, uno scontro, un evento. C’è Federica donna-moglie-madre (e figlia): entra in negozio all’insegna dello slogan “non ho niente da mettermi” prima di urlare al pubblico la sua insoddisfazione di moglie, il suo ruolo di madre esasperata ma soprattutto la sua voglia di ritrovare se stessa. Quella se stessa persa nei meandri di una quotidianità che ti fa sentire, anzi ti mette, in gabbia. E allora arrivano gli abiti, quegli splendidi involucri che finiscono per rappresentare molto di più. Ed ecco Federica-nonna alle prese con un corpo cambiato e un’identità tutta da ricostruire. Intanto sfilano gli abiti della collezione primavera-estate di Max Mara. A ogni donna il suo look... e magari ne bastasse uno. (c.c.)