Gazzetta di Reggio

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Musica e amici in lacrime ai funerali di Fontanelli

Daniele Valisena
Musica e amici in lacrime ai funerali di Fontanelli

Viano: tanti artisti accanto alla compagna Elena e alla figlia di pochi mesi alla camera ardente dell’ospedale e poi nel piccolo cimitero di San Giovanni

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VIANO (REGGIO EMILIA)

Tra le note che aveva amato e assieme ai parenti, agli amici e a quelli che hanno diviso con lui palcoscenici, passione e amore per la musica. Questo l’ultimo saluto a Enrico Fontanelli, il tastierista degli Offlaga Disco Pax che è stato sepolto ieri nel cimitero di San Giovanni di Querciola, paese di cui era originaria la sua famiglia.

Qualche capello bianco, tanti giovani, gli abbracci dei fratelli Fabrizio e Andrea, i vagiti della splendida figlioletta Leila e il sorriso pieno di coraggio della compagna Elena hanno accolto le 200 persone che ieri pomeriggio si sono raccolte alle camere ardenti di via Croce, da dove il corteo funebre è partito per la frazione di Viano.

Musicisti, reggiani e non, addetti ai lavori provenienti da tutta Italia, ma soprattutto tanti amici e tanti fan, che non hanno voluto mancare di tributare il loro affetto nei confronti di una persona che con la sua musica continua a far emozionare migliaia di persone. Sulla bara la compagna Elena ha lasciato una scritta: “Ciao topino, grazie per le belle giornate”.

Alle 15 oltre cento persone sono partite per San Giovanni di Querciola, accolti nel cimitero del paese dalle note di Deborah Walker al violoncello, ex compagna di vita e di musica (nei Kathleen’s) di Fontanelli. Qui, con il volto segnato dal dolore, c’erano ad attenderlo gli amici più cari, tra cui Daniele Carretti, chitarrista degli Offlaga, Jukka Reverberi e tutti i Giardini di Mirò, oltre a Luca Giovanardi e i Julie’s Haircut.

Nel piccolo cimitero sulle colline reggiane, per abbracciare per l’ultima volta Enrico si è radunato buona parte del mondo della musica indipendente italiana: i Perturbazione, Niccolò Contessa, i Don Turbolento, Nicola Manzan, Giancarlo Frigieri, ma anche il regista Marco Righi, i compagni di tour della Cyc Promotions e tanti altri nomi noti e non, che attraverso la musica hanno condiviso qualcosa con Fontanelli.

«Ricordo quando da piccolo ho comprato una chitarra acustica e poi una Fender, che in teoria avevamo preso assieme, ma che in realtà suonava sempre Enrico – racconta il fratello Fabrizio – la musica è sempre stata la sua passione».

Il fratello ha poi letto un tema, scritto da Enrico quando era ancora bambino, nel quale raccontava del suo “primo” concerto, dell’emozione, delle paure e che si concludeva così: «Non so come si sentano i musicisti professionisti a suonare sul palco – scriveva Enrico bambino – ma dev’essere bello suonare questi brani così rilassanti».

In seguito l'amico e compagno di avventure Max Collini ha recitato una poesia che aveva scritto per Enrico al tempo delle registrazioni di "Bachelite", quando Enrico aveva compiuto 30 anni, rievocando le risate e alcuni degli episodi più belli di un rapporto fortissimo. «Enrico era profondo, schivo e geniale, il mio opposto – ha detto Collini tra le lacrime – ma è quello a cui ho voluto più bene».

Poi è stata la musica, quella che lui e gli amici più intimi hanno amato e che li ha uniti – Kraftwerk, Neu, shoegaze e new wave – ad accompagnare Enrico nel suo ultimo viaggio.

L’ANNUNCIO. In segno di lutto per la scomparsa dell’amico, il comitato organizzativo del concorso musicale reggiano Sputnik Rock ha annunciato di voler sospendere la manifestazione. «Rinnoviamo la nostra vicinanza ed il nostro affetto a Max, Daniele, Elena e la piccola Leila e tutte le persone che come noi erano amiche di Enrico e che da ieri si sentono un po' più vuote».