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Parcheggio chiuso ma il cantiere ancora non parte

Via Gattalupa: la rabbia di lavoratori e utenti dell’Ausl «Disagi anche per tutti i cittadini, non si poteva aspettare?»

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Il cartello è comparso a marzo con l’annuncio che il parcheggio sarebbe stato parzialmente chiuso per l’avvio di alcuni lavori. Data di inizio del cantiere indicata: 27 marzo. «Peccato però che nel frattempo siano passate già due settimane e i lavori non siano iniziati» fanno notare alcuni lavoratori della zona. Con il risultato che il parcheggio, transennato, resta desolatamente vuoto. E gli automobilisti si affannano nella ricerca difficile di un posto in cui lasciare l’auto.

E’ quello che accade in via Gattalupa. E il parcheggio in questione non è da poco: praticamente, serve le scuole della zona, tutti i dipendenti e gli utenti dell’Ausl. Compresi quelli dello sportello Saub che, concidenza sfortunata, si è trasferito a San Lazzaro praticamente in concomitanza con la chiusura del parcheggio.

I lavoratori che si recano nei rispettivi uffici di primo mattino sono i più fortunati: si accaparrano i pochi posti a disposizione. Quelli che arrivano dopo, sono quelli a cui tocca subire di più. Dovendosi mettere alla ricerca di un’alternativa dove posteggiare. E non sembra essere cosa semplice: tanti sono costretti a lasciare l’auto piuttosto lontano e farsi il tratto a piedi.

Senza contare che il parcheggio in questione è uno “scambiatore”: da qui partono anche i Minibù per la città. Per agevolare, dunque, l’afflusso al centro storico a piedi, senza che poi il problema parcheggio affligga la città. Ma ora decidere di lasciare l’auto qui rischia, concretamente, di diventare un’impresa.

«I disagi sono evidenti – si sfogano alcuni lavoratori della zona di via Gattalupa – Anche gli utenti che si vogliono rivolgere agli sportelli Saub sono costretti a farsi a piedi lunghi tratti, quando non trovano posto. E purtroppo ormai è diventata la regola». «I lavori nel cantiere dovevano durare un paio di mesi. Ma certo che se continuano a ritardare l’inizio, immaginiamo che possano andare avanti ancora di più. E per tutti è un disagio notevoli» si lamentano. E si interrogano: «Allora, non si poteva aspettare a chiudere? O non sarebbe stato più saggio far partire il cantiere in estate quando le scuole sono chiuse e qui accedono meno persone? Certo, avrebbe provocato meno problemi...».

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