Raid di furti nelle case di Cerreto Alpi
Collagna, i ladri sono entrati di notte anche nelle abitazioni con gente che dormiva: «Mai vista qui una cosa del genere»
COLLAGNA. Castelnovo Monti, Casina, Vetto. Nei mesi scorsi diversi tra i principali centri dell’Appennino reggiano sono stati al centro di raid di furti nelle abitazioni. Ma l’ultimo, quello avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì, segna una svolta in quella che sembra a tutti gli effetti una escalation: ad essere presa di mira è stata la borgata di Cerreto Alpi, centro piccolo e isolato a pochi chilometri dal Passo, dove si stanno portando avanti attività di promozione turistica attraverso il lavoro della cooperativa “I Briganti di Cerreto”. Purtroppo altra tipologia di briganti ha operato nelle ore notturne, visitando diverse case, alcune abitate (e con persone che dormivano all’interno), altre utilizzate solo in estate. In alcune i ladri hanno rotto le serrature ma non sono riusciti ad entrare. In altre sono entrati e hanno anche fatto danni. Al mattino la gente del paese si è accorta che qualcosa non andava, vedendo le porte aperte di case in questo periodo disabitate, ma anche scarpe ed altri oggetti abbandonati sulle strade del borgo. Il bottino più cospicuo lo hanno ottenuto entrando nel ristorante-pizzeria “Da Gian”, sulla piazzetta centrale del paese, dove hanno sottratto circa 3.000 euro, un computer e una chitarra elettrica del figlio del titolare.
Racconta Erika Farina, che abita in paese ed è una dei membri dei Briganti di Cerreto: «Già il paese in queste ore è sottosopra per il viavai dei soccorritori che cercano l’aereo da turismo disperso; poi stamattina questa sorpresa che davvero nessuno si aspettava. In alcune case hanno provato ad entrare ma non sono riusciti. Da mio zio Renato sono entrati nonostante lui fosse in casa, senza poi portare via nulla. Da Gian invece hanno purtroppo portato via diverse cose e soldi». Anche lo stesso Renato Farina racconta: «Le abitazioni in cui hanno forzato le porte sono state diverse, ma non in tutte hanno portato via qualcosa. Nelle seconde case il più delle volte non viene tenuto nulla di valore. Da me sono entrati e, nonostante avessi lo smartphone e il computer in vista, non hanno portato via nulla, probabilmente perché verso le 4 ho sentito un rumore e mi sono svegliato accendendo la luce, quindi sono scappati. Per il nostro paese è una cosa mai avvenuta e sgradevolissima. Fino ad oggi eravamo abituati a tenere le chiavi di casa sulla porta».
Ieri le verifiche assieme ai carabinieri di Collagna e Castelnovo Monti. «Ci sono arrivate telefonate da Reggio – spiega Erika Farina – Parma e Genova, di persone che hanno qui le seconde case e ci chiedevano di andarle a controllare. Sono stati fatti sopralluoghi casa per casa: alcune mostravano le porte aperte e quindi si capiva che erano entrati. In tutto questo nessuno però ha visto questi malintenzionati. Venerdì comunque è stata una giornata convulsa, in cui già giravano molti soccorritori per il paese e quindi c’erano tante facce sconosciute: se qualcuno si fosse “infiltrato” per vedere la situazione nessuno avrebbe avuto modo di accorgersene. Comunque siamo veramente atterriti perché qui una cosa del genere non si era mai vista». (l.t.)
