Cade una slavina poco sopra i soccorritori
Nessuno è rimasto travolto, ma l’operazione è stata pericolosa. Cipriani: «Il pilota è morto sul colpo»
COLLAGNA. A raccontare le difficoltà dell’operazione di ricerca ed individuazione del relitto del Piper è il capitano Vito Cipriani, che ha diretto fin dalle inizio le operazioni per conto del Rescue Coordination Center del Comando operazioni aeree dell’Aeronautica.
«Il relitto è stato individuato alle 12.40 da uno degli elicotteri coinvolti nelle operazioni – spiega il capitano Vito Cipriani – e nello specifico quello della Marina militare, dopo che nei giorni scorsi si era operato in condizioni fortemente sfavorevoli. Nonostante questo, avevamo portato avanti le ricerche anche in condizioni di scarsa visibilità e persino notturne, grazie ai visori di cui sono dotati i nostri elicotteri, ma senza ottenere riscontri».
«Oggi (ieri per chi legge, ndr) finalmente le condizioni erano migliori e la visibilità buona, per cui è stata possibile l’individuazione dell’aereo, anche grazie alla migliore conoscenza della zona che abbiamo acquisito nei giorni precedenti».
Prosegue il capitano Cipriani: «Ringrazio per il supporto ricevuto in questi giorni le squadre del Soccorso Alpino, i Vigili del fuoco, i Carabinieri delle diverse stazioni coinvolte, gli Alpini di Castelnovo per la logistica».
«L’Aeronautica militare in queste situazioni ha la possibilità di operare attraverso mezzi adeguatamente attrezzati e personale altamente addestrato, ed è stato essenziale per affrontare le condizioni ostili dei giorni scorsi e comunque poter effettuare ricerche».
Sulle dinamiche dell’incidente, il capitano Vito Cipriani afferma: «Sicuramente il pilota è morto sul colpo, ma sulle cause dell’impatto non possiamo sbilanciarci perché saranno necessarie indagini».
Le operazioni a terra hanno visto impegnato personale del Soccorso Alpino ed anche dei Carabinieri di Collagna fino a sera, in condizioni molto difficili. Un elemento di rischio è stata anche la presenza di forti accumuli nevosi alle quote superiori al teatro delle operazioni. Nel tardo pomeriggio si è anche verificata una slavina piuttosto ingente, che per fortuna non ha coinvolto nessuno dei soccorritori, ma ha costituito un elemento di forte preoccupazione per le operazioni di disimpegno delle squadre dalla zona: la presenza di elicotteri in volo vicino alla cima, infatti (la maggior parte dei soccorritori era stata calata tramite verricello in zone vicine), per il rumore e lo spostamento d’aria costituiva un elemento di forte sollecitazione degli strati nevosi. Questo ha provocato un allungamento dei tempi per far rientrare tutti gli operatori del soccorso, fino a sera inoltrata. Tra l’altro – conclude il capitano Vito Cipriani – il luogo dell’incidente in linea d’aria dista poche centinaia di metri dalla parete sull’Alpe di Succiso che a metà marzo ha causato la morte di due alpinisti parmensi». (l.t.)
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