Restituita la patente all’autista del jumbo
L’uomo è stato indagato per sbaglio nell’indagine sulla morte di Sylvester Per due mesi gli investigatori hanno creduto che fosse lui a guidare il bus
REGGIO EMILIA
Tre mesi dopo l’incidente in cui ha perso la vita Sylvester Agyemang, lo studente 14enne morto alla fermata del bus a Porta Santa Croce, è stata restituita la patente di guida al primo autista indagato.
La decisione era nell’aria. Dopo la scoperta del clamoroso errore del mezzo in cui l’incidente è avvenuto, infatti, si è capito che la posizione del trentenne indagato per omicidio colposo è destinata all’archiviazione.
Ma da quel tragico giorno di gennaio, al giovane autista di origini campane era stata ritirata la patente. Tanto che Seta lo aveva reimpiegato facendolo lavorare nell’officina interna. Anche se la sua vita è stata duramente messa alla prova, sia dalla mancanza del documento di guida, che dall’intera situazione.
L’uomo ha sempre detto di non essersi accorto dell’accaduto. Ed era profondamente mortificato dall’intera vicenda. Ora, si scopre che ovviamente non poteva aver visto niente, dato che la morte di Sylvester non è avvenuta scendendo dal suo jumbo, bensì da quello che lo seguiva e partito pochi minuti dopo di lui da Rubiera, diretto alla città.
Al momento, non sono stati presi provvedimenti circa la patente del secondo autista indagato da pochi giorni. Quello che, sono convinti in procura, effettivamente guidava il mezzo su cui viaggiava lo sfortunato studente di Rubiera.
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