Gazzetta di Reggio

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Credito Cooperativo torna in utile per 152mila euro

di Enrico Lorenzo Tidona
Credito Cooperativo torna in utile per 152mila euro

Svolta nel bilancio 2013: crescono gli impieghi e i soci dopo il cambio della governance imposto da Bankitalia

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SCANDIANO. Il piano strategico concordato con la Banca d’Italia comincia a dare i primi frutti concreti dopo il giro di vite imposto nel 2013 dall’organo di vigilanza al Credito Cooperativo Reggiano. Carenze nell’organizzazione e nei controlli interni da parte del vecchio cda, dell’ex direttore generale e del precedente collegio sindacale avevano fatto scattare la nomina di un nuovo vertice, sanzionando oltretutto la bcc con una multa da 205mila euro.

Acqua passata ormai, secondo l’attuale presidente Carlo Maffei, nominato anch’egli nel 2013, e che il 18 maggio prossimo presenterà ai soci i conti della svolta impartita dal Credito Reggiano. «Il bilancio 2013 è rilevante sul fronte del consolidamento - spiega Maffei - . Abbiamo effettuato una serie di accantonamenti sacrificando quindi parte dell’utile. Questo permette ai soci di avere una banca più solida anche dal punto di vista prudenziale. Abbiamo chiuso l’anno passato con un utile di 152mila euro, che va a invertire una perdita che nel 2012 era di 400mila euro». L’occhio vigile di Bankitalia non si è certo spento, ma l’istituto di credito nato nel 1985 come Cassa Rurale di Viano può tornare ad operare senza più zavorre dopo la profonda pulizia eseguita tra i conti.

«Abbiamo effettuato accantonamenti che portano a una copertura media dei crediti deteriorati di circa il 39% - spiega l’attuale direttore generale, Pierluigi Ganapini - un dato nettamente migliore del sistema. Le sofferenze, poi, le abbiamo portate al 4,60% sul totale delle masse, contro un 8% del sistema pur lavorando in un’ottica di prudenza. Abbiamo una responsabilità non piccola verso i nostri 7mila soci, che sono cresciuti di numero nel 2013. E’ chiaro che non ragioniamo come una banca privata con scopi di lucro ma diamo servizi al territorio. E nonostante le difficoltà non abbiamo nemmeno spento gli stanziamenti alle iniziative di solidarietà».

I passi falsi dell’economia reale hanno avuto un effetto diretto sui conti degli ultimi anni della banca, che ha dovuto coprire perdite relative a crediti legati principalmente al settore immobiliare, trend che ha messo in difficoltà buona parte degli istituti operativi su Reggio. «Quando Bankitalia bacchetta alcune gestioni bancarie fa bene - dichiara Maffei - gli errori si possono commettere, l’importante è che si commettano in buona fede. Anche noi siamo sottoposto a controlli stringenti, anche da parte della nostra federazione e ne siamo ben felici visto che ora abbiamo a disposizione dei risultati positivi».

Tuttavia, al di là della prudenza necessaria per anticipare eventuali sorprese, la banca ha erogato uno stock di 30 milioni in più nel 2013 rispetto quelli dell’anno precedente. Operazione supportata anche dal prestito a tasso agevolato chiesto nel 2012 alla Bce per un ammontare di 40 milioni di euro, che verrà integralmente restituito entro l’anno. «Abbiamo anche incassato un aumento di capitale 800 mila euro con la partecipazione dei soci - conclude Maffei - con un core Tier all’11,7%, ben più alto rispetto all’obiettivo che ci eravamo posti per puntellare il patrimonio. Nel nostro piano strategico non sono previste al momento aperture di nuove filiali: continueremo a consolidare le 10 filiali attuali, rafforzando ancora di più il sistema operativo e dei controlli interni, completamente riorganizzato come chiesto da Bankitalia».

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