Dalla Tasi sulla prima casa 12 milioni
Per il 2014 ritorna, sotto altro nome, l’Imu che era stata cancellata nel 2013. E calano le detrazioni per i figli a carico
REGGIO
Torna l'Imu sulla prima casa, anche se cambia nome e si chiama Tasi, la cosiddetta tassa sui servizi comunali. Per tutti gli altri immobili già gravati da Imu, l'imposta resta la stessa e sono confermate le aliquote in vigore. Così come avviene per l'addizionale comunale Irpef, che non subirà aumenti.
E’ questa la principale novità del bilancio preventivo 2014 depositato ieri in Consiglio comunale. La Tasi che torna sulle prima casa di categoria da A/2 a A/7 e le loro pertinenze, a Reggio sarà del tre per mille (2.5 per mille a cui va aggiunto uno 0.5 per mille come contributo di solidarietà per finanziare le detrazioni fissate dal Comune), mentre per i fabbricati rurali legati all'agricoltura l'imposta sarà dello 0.10 per mille come per gli alloggi sociali e sarà del 2.5 per mille per gli immobili di proprietà di imprese costruttrici destinati alla vendita.
La Tasi sulla prima casa porterà nelle casse del Comune entrate per circa 12.5 milioni di euro (circa 1 milione di euro in meno rispetto a quanto incassato per l'Imu nel 2012). Per tutti gli altri immobili soggetti a Imu, come detto, l'imposta resta uguale a quella del 2013. Si pagherà il 5 per mille per ville, castelli etc (Cat. A1- A8- A9) e si arriva fino al 10.60 per mille per le abitazioni concesse in affitto. Per gli immobili affitti a canone concertato si pagherà il 7.60 per mille, l'8.6 per mille per quelli concessi in comodato, il 9.60 per mille per immobili destinati a attività commerciali, artigianali, industriali e il 10.1 per mille per i terreni agricoli.
L'altra scelta che ha fatto il Comune di Reggio introducendo la Tasi è stata quella di far pagare questa imposta esclusivamente ai proprietari delle prime case e di non applicarla anche alle seconde case (che pagano già l'Imu). In quest'ultimo caso in parte la Tasi (nella misura del 10 al 30%) avrebbe potuto essere posta a carico anche degli inquilini o degli occupanti l'abitazione in quanto dovuta per il godimento di servizi comunali (come illuminazione, pulizia strade). «In questo modo - hanno spiegato dal Comune - abbiamo voluto prestare attenzione alle fasce più deboli, come coloro che vivono in affitto». Ma è anche probabile che in questo modo il Comune abbia voluto garantirsi circa il fatto l'imposta sarà interamente riscossa e con una minor mole di lavoro a carico degli uffici comunali.
Se la novità principale della tassazione locale per il 2014 è la Tasi, l'altra imposta locale a cambiare è la Tares che diventaTari (Tassa rifiuti). L'unica novità in questo caso è rappresentata dalla scomparsa del contributo di 0.30 euro al metro quadro (che finiva direttamente allo Stato), che si traduce in una riduzione di circa 30 euro in meno l'anno.
Da ultimo le detrazioni. Il sistema introdotto dal Comune (e finanziato dallo 0.5 per mille dai contribuenti) prevede una griglia di otto fasce in base alla rendita dell'immobile: si va un massimo di 120 euro per rendite catastali fino a 300 euro, fino a azzerarsi progressivamente per gli immobili con una rendita superiore ai 600 euro. A queste detrazioni si aggiunge quella di 20 euro per ogni figlio fino a 26 anni, trentat in meno rispetto ai 50 euro previsto lo scorso anno.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
