Giudici e avvocati in erba per un giorno in tribunale
La classe elementare quinta C della San Giovanni Bosco “interpreta” il processo Norme alla mano, ragazzino “condannato” per il lancio in classe di un cancellino
REGGIO
In nome del popolo italiano ieri mattina una singolare giuria ha condannato uno spaurito imputato a quattro mesi di reclusione, ovviamente con sospensione della pena, e ad un risarcimento dei danni di 600 euro.
Il teatro era un'aula vera del tribunale, ma gli attori erano ventitrè ragazzini di dieci o undici anni, gli alunni della classe quinta C della scuola primaria San Giovanni Bosco di via Bismantova, facente parte dell'istituto comprensivo Ligabue. Si sono immedesimati con grande serietà, impegno e competenza nelle parti loro assegnate in un progetto didattico senza precedenti, una simulazione di processo avente per scopo l'educazione alla legalità e la cittadinanza consapevole. Uno di loro, Manuel, era accusato di avere lanciato un cancellino addosso ad un compagno che lo stava deridendo mentre eseguiva degli esercizi alla lavagna. La sua difesa è stata assunta con foga dall'alunna Angela, mentre Manuele fungeva da pubblico ministero e Alessandro, vestito di tutto punto con giacca e cravatta, rappresentava la parte civile. Tommaso, il giudice, aveva al suo fianco le colleghe a latere Francesca e Irene, mentre Federico, Bruno e Jasmine componevano la giuria popolare e Martina fungeva da cancelliere. Tutti gli altri sono intervenuti come testimoni. «Al processo - spiega Barbara Degni, l'insegnante che ha coordinato il progetto - gli alunni sono stati preparati dalla fine di ottobre con lezioni alle quali sono intervenuti anche l'avvocato Marco Fontana e due giudici del tribunale, ma alla fine non si sono limitati a recitare. Si sono davvero confrontati in un processo secondo le norme processuali». L'esperimento ha avuto un successo dimostrato dall'apprezzamento dei veri professionisti del diritto, che vi hanno assistito più ammirati che divertiti: «Siamo stati ricevuti - spiega Barbara Degni - dallo stesso presidente del tribunale, Francesco Caruso, che alla fine s'è complimentato con noi insieme a diversi giudici ed avvocati». Il progetto s'è avvalso della collaborazione di Letizia Lunardi, docente di sostegno, e coinvolge altre due classi della stessa scuola, le quinte A e B, coordinate dalle insegnanti Valeria Ronchetti e Monica Marzi.
Anch'esse stanno preparando analoghi processi, che si terranno in tribunale lunedì prossimo secondo il medesimo canovaccio.
