Questa volta Matteo Riva non si candida
Centro democratico sostiene Vecchi con Scillia capolista. Il consigliere regionale: «Serve un ricambio»
Matteo Riva fa un passo indietro, ma rimane un punto di riferimento per i reggiani che da dieci anni lo sostengono con qualche migliaio di voti passati dall'area cattolica ai Comunisti italiani all'Italia dei valori e che ancora lo seguono nel neonato Centro democratico, il partito fondato da Bruno Tabacci di cui Riva è presidente regionale.
Il suo nome, in effetti, non compare fra i 32 candidati, per metà donne, della lista che il Centro democratico presenta per il consiglio comunale appoggiando Luca Vecchi come sindaco. Il capolista è Giacomo Carmelo Scillia, esponente di primo piano di Confesercenti e coordinatore provinciale pro tempore di Cd. Fra gli altri si notano Sergio Leoni, già primario di urologia al Santa Maria Nuova; Nicolò Ferrari, candidato sindaco nel 2009; Luca Balduino, dipendente della Croce Verde e consigliere della circoscrizione Ovest; Claudio Zoboli, consigliere della circoscrizione Sud e assessore a Luzzara; il sindacalista della Cisl-trasporti Alberto Brescia e due italiani di origine straniera, lo studente universitario Regi Kacaku e Ramona Nadia Cretulescu, dipendente di Cir. Ferrari e Marzia Franceschini sono esponenti del gruppo cattolico “Pane, pace e lavoro”, che Riva ha fondato spostando a sinistra l'esperienza di Comunione e Liberazione di cui suo padre fu leader a Reggio fra gli anni Sessanta e Settanta.
«Non mi candido - spiega Riva - perchè sono convinto che, dopo 10 anni, sia necessario un ricambio nella Sala del Tricolore. Mi sono limitato a lavorare per formare una buona lista. Il mio impegno politico continuerà, ancora per un anno, nel consiglio regionale. Poi valuterò la possibilità di ripresentarmi alle elezioni regionali. Non è escluso che riprenda la mia professione di consulente finanziario alle imprese, per la quale sono in aspettativa, un'attività entusiasmante che mi ha dato molte soddisfazioni». Resta da vedere quanto costerà intanto al Centro democratico, in sede comunale, l'assenza dell'uomo che ha mantenuto una grande visibilità, nonostante le peripezie politiche. Riva è fiducioso che la sua lista intercetterà l'elettorato convinto di rappresentare una posizione moderata, ottenendo quel 3% e quei tremila voti occorrenti per eleggere un consigliere. «Non abbiamo concluso accordi sotto banco - asserisce - ma sosteniamo lealmente Vecchi e ci riconosciamo per statuto nel centro sinistra, nel cui ambito il nostro peso dipenderà dai voti». Una cosa è certa: al suo fianco Riva continuerà ad avere suo zio Guido Folloni, già direttore di Avvenire e ministro nel governo D'Alema, ora membro dell'Ufficio di presidenza nazionale del Centro democratico.
Luciano Salsi
