Bonanni: «Il governo ascolti i sindacati»
Al Valli il segretario nazionale della Cisl sottolinea le priorità: fare di più su riduzione del precariato e false partite Iva
REGGIO. La direzione del governo è giusta anche se è necessario fare di più sulla riduzione delle forme di lavoro precario e delle false partite Iva. Queste le priorità della Cisl in materia di lavoro sulle quali si è discusso durante l’assemblea nazionale dei metalmeccanici ieri al tatro Valli. Secondo il segretario generale Raffaele Bonanni «è questa la vera battaglia» ossia «ridurre le forme contrattuali parasubordinate e le false partite Iva, su cui la Cisl sta facendo una battaglia da anni, ma lo si fa consolidando i contratti a termine e non smontando la contrattazione». E ancora: «Le contrapposizioni non aiutano, non sono la strada maestra da percorrere: conto che il Governo non rimanga muto. Resto fiducioso e spero che non si voglia dare fuoco alle polveri. Non servono chiacchiere ma scelte capaci di accendere la competitività del nostro Paese. La classe politica non ci ha chiamati e parla di altro. Sono preoccupato di questa assenza di relazioni con il sindacato ma conto sul buon senso».
Sono concilianti, ma con evidenti richiami al governo, le affermazioni di Bonanni: «Il nostro Paese deve reagire positivamente - il messaggio è indirizzato proprio a Renzi e al suo job act - perché occorrono interventi immediati sui temi del fisco, sulle infrastrutture, sui servizi, sulla riduzione dei costi dell'energia. Altrimenti non riusciremo ad attrarre nuovi investitori, linfa indispensabile per far ripartire l'economia. Si parla continuamente di tagli alla spesa pubblica, ma vanno concentrati su quella improduttiva, sulle ruberie. Il Governo sembra aver imboccato la strada giusta ma andrà davvero fino in fondo? Purtroppo non ne parla e non ne discute con le parti sociali. Questo non è una garanzia di successo».
Scroscianti applausi interrompono o concludono le sue affermazioni e Bonanni prosegue sicuro: «Prepensionamenti pubblici? Il macigno posto dalla legge Fornero non è un segnale di equità. Mi auguro se ne discuta e si rimuova questo ostacolo ingiusto».
Anche Giuseppe Farina, segretario nazionale della Fim, è in perfetta sintonia e parla della forza di un nuovo sindacato per tutelare il lavoro. «In base agli accordi esistenti - spiega - non ci sono particolari difficoltà nell'applicare le flessibilità previste dai contratti mentre è necessario eliminare le forme di sfruttamento esterne».
Bonanni intanto usa una colorita metafora sui due mesi di lavoro del Governo Renzi: «Vedremo se, dopo tanto rumore, saprà fare cose utili; non vorrei finisse per inciampare lungo le scale». E le nuove nomine? «Aspettiamo di verificare la voglia di cambiare, se dopo tanta neve arriva davvero la primavera»
. Per finire con un cenno ai rapporti intersindacali: »Dipende anche da cosa vuol fare la Fiom». (l.v.)
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