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«Botte per i brutti voti» Ma la mamma è assolta

«Botte per i brutti voti» Ma la mamma è assolta

Il piccolo racconta dei maltrattamenti per avere giudizi più benevoli a scuola La donna al giudice: «Mio figlio non ama studiare ed è incline alle bugie»

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BASSA. Tutto è iniziato con: «Non mi dare brutti voti, perché la mamma sennò mi prende a cinghiate». E per la mamma è iniziato un calvario che l’ha portata a processo. Ieri, però, dopo un anno e mezzo è stata assolta. Il giudice ha creduto alla sua versione: «Mio figlio è incline alle bugie...».

Tutto inizia nell’aprile del 2012 dopo che la scuola frequentata dal bambino, al tempo di 8 anni, allerta la procura perché il piccolo alunno, di fronte ai brutti voti che prende, continua a ripetere alle maestre che quei brutti giudizi provocheranno la reazione violenta della madre. Parla proprio di cinghiate.

Dai una, dai due volte, alla fine a scuola iniziano a dare un peso alle parole di quel ragazzino tanto monello. Anche perché le stesse cose le aveva raccontate anche a un’amichetta, mostrando alcuni segni che secondo lui sarebbero state la prova di quanto raccontava.

Così, la vicenda finisce sul tavolo della procura. A essere indagata è la mamma. Che deve rispondere dell’odiosa accusa di maltrattamenti nei confronti del figlio.

Nel corso delle udienze vengono sentiti molti testimoni, anche della scuola. Che confermano come la donna sia una buona mamma, sempre collaborativa e disponibile. E come il figlioletto sia piuttosto un discolo.

Ieri, è toccato a lei testimoniare davanti al giudice Cristina Beretti. Ha negato di aver mai alzato le mani contro il bambino. Poco incline allo studio e più propenso a guardare la tv e a giocare con i giochi elettronici. «Mi dice sempre: se mi tocchi vado dai carabinieri», ha raccontato la donna.

Il pm al termine ha chiesto per lei la condanna a un anno e sei mesi, mentre il difensore – l’avvocato Daniela Ferretti – ne chiedeva l’assoluzione. Ma il giudice deve aver creduto alla buona fede della donna e al fatto che forse il piccolo è un discolo nonostante la giovane età. E che, con una bugia per cercare di smettere di avere cattivi voti, ha messo nei guai la mamma. Di certo, il giudice dopo una meditata camera di consiglio in cui ha riguardato tutti gli elementi, è uscito con una sentenza di assoluzione, perché il fatto non sussiste.

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