Da partigiano a personggio controcorrente e artista di vita
CAVRIAGO. Antonio Pioli era nato a Cavriago il 6 giugno 1926 e per tutti era “Wandrè”. A Cavriago quasi tutti hanno un soprannome (scotmai), e "Wandrè" pare derivi dalle parole dialettali “va’ndrè”,...
CAVRIAGO. Antonio Pioli era nato a Cavriago il 6 giugno 1926 e per tutti era “Wandrè”. A Cavriago quasi tutti hanno un soprannome (scotmai), e "Wandrè" pare derivi dalle parole dialettali “va’ndrè”, vai indietro, la frase che gli ripeteva sempre il padre liutaio nella bottega perché non lo disturbasse durante il lavoro. Wandrè di sé diceva di essere un “artista di vita” e lo è stato sempre, in un infinito teatro di strada.
Wandrè è stato partigiano, ha ereditato dal padre la passione per la liuteria ed è stato un liutaio geniale e rivoluzionario con le sue chitarre elettriche decisamente innovative, non solo per la forma perché per la prima volta Wandrè utilizza l’alluminio per la costruzione dei manici e per altre parti meccaniche che danno alle chitarre una particolare risonanza. Mezzo secolo dopo le sue chitarre sono un vero culto per i collezionisti di tutto il mondo. Wandrè, però, è un vero artista ma non un imprenditore, e negli anni Settanta cessa la sua produzione di chitarre non essendo più in grado di fronteggiare la concorrenza straniera. Trova un’altra espressione artistica nel design di giacche e vestiti di cuoio, ma sempre rifiutando qualsiasi logica industriale.
Collabora con la Galleria Pari e Dispari di Rosanna Chiessi, dedicandosi alle performances Fluxus, termine che definisce una corrente artistica che è soprattutto un atteggiamento nei confronti della vita, un tentativo di eliminare ogni separazione tra esistenza e creazione artistica.
La sua stessa casa è un continuo divenire artistico che lui chiama “Wandrè bazar” ma in un piccolo paese non è facile per tutti capire ed accettare chi sceglie di vivere in modo anticonformista, chi come Wandrè esprime il proprio punto di vista senza peli sulla lingua, soprattutto verso l’autorità.
Wandrè muore il 15 agosto 2004. Il sindaco Vincenzo Delmonte di lui dice: «Con Wandrè se ne va un rappresentante autentico della Cavriago di cui siamo tanto orgogliosi: l’apertura verso il nuovo, la sincerità, la solidarietà, l'impegno civile e politico, la ricerca e la divulgazione delle forme artistiche più particolari».
Nel 1999 il Comune gli dedica una mostra dal titolo “Così è se vi pare”.
Lo scorso anno gli amici, in preparazione della ricorrenza del decennale, organizzano una cena con l’intrattenimento del duo Johnny & Adelmo che suonano alcuni strumenti di Wandrè. La serata è organizzata in collaborazione con il ristoratore Picci e con Gianfranco Borghi che per Wandrè aveva verniciato diverse chitarre e che con lui aveva intrapreso un viaggio in moto fin sul Mar Nero.
Il ritratto che emerge dal libro di Marco Ballestri è quello di un uomo libero che ha sempre sfidato il proprio tempo; il tempo delle mode, dei luoghi comuni e delle regole forzate.
Wandrè resterà per sempre un “artista di vita”. (d.s.)