“Soli Deo Gloria” L’organo Montesanti sul palco del Valli
Stasera, alle 21, per la rassegna Soli Deo Gloria, come da tradizione l’organo Montesanti torna sul palcoscenico del Valli. Lo strumento risuonerà insieme alla tromba di Michele Santi
REGGIO
Stasera, alle 21, per la rassegna Soli Deo Gloria, come da tradizione l’organo Montesanti torna sul palcoscenico del Valli. Lo strumento risuonerà insieme alla tromba di Michele Santi. Questi, diplomatosi a Ferrara, è un concertista molto attivo nelle più importanti città, teatri e festival nazionali e internazionali (Usa, Giappone, Austria, Germania, Irlanda, Olanda, Spagna, Svizzera, Polonia); tra l’altro è docente di tromba barocca presso l’Accademia di Musica Antica di Pamplona in Spagna.
Ad accompagnarlo è Marco Arlotti, titolare della cattedra di organo e composizione organistica presso il Conservatorio “Martini” di Bologna. Il concerto – al quale si può accedere su prenotazione telefonando al 334.27.79.151 – porta l’eloquente titolo de “La tromba è mobile”, parafrasando la nota aria di Verdi. È infatti tradizione che l’appuntamento con l’organo del teatro, offra un programma profano legato all’opera, da qui il particolare interesse che suscita.
In questo senso il duo Santi-Arlotti, ha preparato musiche coinvolgenti che chiamano in causa alcuni dei melodrammi più in voga nel XIX secolo presentate attraverso gustose e a volte divertenti parafrasi, secondo l’usanza tanto in voga in quel periodo in cui l’opera era il genere più popolare. In tal senso, l’organo si prestava moltissimo, con i suoi colori, a rendere le sonorità di un’orchestra lirico–sinfonica. Sono brani quelli in programma questa sera – ad esempio di Rossari Fantasia su temi della Traviata di Verdi o di Arban Variazioni sulla “Cenerentola” di Rossini o sulla Carmen di Bizet – che documentano la capillare diffusione nell’Ottocento e il successo del grande repertorio operistico e sinfonico che nei più piccoli centri italiani era affidato proprio alle trascrizioni per organo, oltre che a quelle bandistiche. Questo accadeva perché a quei tempi il pianoforte era uno strumento poco diffuso a livello popolare e la gente comune ascoltava la musica di compositori come Verdi e Rossini in ogni chiesa. Il concerto comprende di Haendel Ouverture in “Tolomeo Re d’Egitto”, di Morandi Post communio e Pastorale, quindi Adagio di Verdi.(g.b.)
