L’artigiano anti-usura appoggiato da “Sos Italia”
Castelnovo Monti: Stefano Maioli ha presentato una denuncia contro Unicredit L’associazione nazionale: «Siamo pronti a costituirci parte civile al processo»
CASTELNOVO MONTI. Trova l’importante appoggio della Associazione nazionale antiusura “Sos Italia” la battaglia dell’artigiano Castelnovese Stefano Maioli, che giorni fa aveva annunciato alla Gazzetta la denuncia nei confronti di Unicredit per quella che ritiene «una violazione delle norme antiusura».
L’appoggio a Stefano Maioli è arrivato direttamente dal presidente nazionale dell’associazione, Paolo Bocedi. «Siamo stati contattati dall’imprenditore castelnovese – spiega Paolo Bocedi – che ci ha inviato la denuncia presentata all’autorità giudiziaria alcuni giorni fa contro l’istituto bancario Unicredit. Abbiamo avuto modo di valutare la gravità dei danni che ha subito, per cui l’associazione Sos Italia, per nome e per conto del sottoscritto e del responsabile Emilia Romagna Roberto Malvolti (noto commerciante castelnovese, conosciuto anche per la sua attività nel Comitato statale 63, ndr) appoggia incondizionatamente la battaglia iniziata da Stefano Maioli, contro lo strapotere bancario nel nostro Paese».
«Se nel corso delle indagini emergeranno responsabilità penali da parte dell’istituto di credito – conclude Paolo Bocedi – l’associazione si costituirà inoltre parte civile al processo».
Nel frattempo Stefano Maioli negli ultimi giorni ha compiuto ulteriori passi avanti nella sua azione: «Mi sono recato alla Guardia di Finanza di Reggio – afferma l’artigiano castelnovese – a depositare la denuncia querela nei confronti di Unicredit. Ho richiesto il loro intervento per ottenere il sequestro dei titoli e documenti che Unicredit illecitamente si rifiuta di consegnarmi. Inoltre, ho esposto formale denuncia per diversi reati: tra gli altri, truffa e usura, in quanto con determinata volontà Unicredit mi ha applicato condizioni fuori legge, commissioni di massimo scoperto, spese, tassi di interesse oltre il limite consentito dalla legge, la modifica arbitraria delle condizioni contrattuali attraverso lo ius variandi; appropriazione indebita; minacce ed estorsione, in quanto Unicredit ha utilizzato la minaccia della segnalazione in sofferenza presso la centrale rischi della Banca d’Italia per ottenere il pagamento di somme non dovute. La querela verrà inviata con posta elettronica certificata in tutte le Procure, presso tutti i tribunali d'Italia».
Prosegue Maioli: «Da vittima di questo sistema ho l’incoscienza ma anche il dovere di denunciare questa situazione, affinché le cose forse possano cambiare e far emergere la verità. Certamente in un momento drammatico come questo ho scelto di continuare a combattere e sconfiggere la depressione e il sentimento di impotenza che spesso può portare, come emerge dalla cronaca quotidiana, anche al suicidio. La forza e la consapevolezza che prima o poi tutti noi riusciremo a dimostrare di essere uguali davanti alla legge, sconfiggendo le lobby di potere, mi porta sempre a sperare in un domani migliore».
«Voglio trasmettere un messaggio di speranza e di legalità a tutte quelle famiglie che vengono quotidianamente ricattate e minacciate dalle banche: ribellarsi si può – conclude Maioli – fate controllare i tassi di interesse che vi vengono applicati».
Luca Tondelli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
