L’ex assessore Pacchiarini ha ricostruito la sua dinastia
BORETTO. Questa storia affonda le radici alla fine dell’Ottocento, quando molte famiglie scelsero di lasciare Boretto per provare a cambiare vita nel “nuovo mondo”. Ed è venuta alla luce grazie all’i...
BORETTO. Questa storia affonda le radici alla fine dell’Ottocento, quando molte famiglie scelsero di lasciare Boretto per provare a cambiare vita nel “nuovo mondo”. Ed è venuta alla luce grazie all’interesse di Renzo Pacchiarini che, con l’obiettivo di fare qualche indagine sui propri antenati, ha aperto un vero e proprio “vaso di Pandora”.
Figlio di un Pacchiarini e di una Fiorini, l’ex assessore ha scoperto che tra coloro che nel 1877 lasciarono il paese c’erano Genesio Fiorini e Caterina Pacchiarini. «Da quanto ho potuto appurare – spiega Pacchiarini – i coniugi salparono da Genova, non senza problemi. Vi rimasero bloccati per mesi, a causa di finti problemi burocratici. Il prefetto di Guastalla scrisse più volte alle autorità chiedendo di lasciar partire i tanti reggiani verso la destinazione desiderata».
Dopo aver scartabellato archivi parrocchiali, registri e anagrafi, è riuscito a ricostruire un vero e proprio “filone” di suoi avi che, al pari di tanti borettesi, decisero di emigrare. Ma il fenomeno non interessò soltanto la sua famiglia. Dai documenti risulta che nel giro di pochi decenni, tra il 1860 e il 1900, la popolazione di Boretto scese da oltre 5mila abitanti a circa 4mila. La causa è da ricondurre proprio all’emigrazione.
Se la memoria collettiva ricorda come meta soprattutto l’Argentina e il nord America, è altrettanto vero che anche il Brasile venne scelto come destinazione da tanti italiani.
Il motivo? Alla fine dell’Ottocento, nel paese sudamericano, venne abolita la schiavitù e si creò una forte esigenza di manodopera da utilizzare nei campi. (a.v)
