Corte dei Conti, indagine sullo scandalo En.Cor
Correggio: il curatore fallimentare valuta i debiti aziendali in vista dell’esame dello stato passivo in tribunale. Battaglia parallela sulle lettere di patronage
CORREGGIO. E' arrivata una prima risposta dalla Corte dei Conti dell'Emilia Romagna in merito all'esposto inviato dai cittadini del comitato “Via La Nebbia” lo scorso 5 dicembre. «Il vostro fascicolo è in fase istruttoria», si legge nella lettera firmata dal direttore AnnaMaria Quaranta. Ora bisogna solo aspettare che i responsabili d'ufficio terminino le verifiche sulle richieste del comitato in merito alla spinosa questione En.Cor. L'esposto, infatti, era stato inviato dal comitato correggese perché un organo esterno facesse finalmente chiarezza sull'ex municipalizzata venduta agli svizzeri di Amtrade e fallita all'inizio di quest'anno.
A preoccupare, più di tutto il resto, i debiti che gravano su banche e altri creditori, ma anche le responsabilità di chi ha mosso i fili dell'ex municipalizzata che, per “Via La Nebbia”, non possono certo essere cancellate con un colpo di spugna. La pratica potrebbe anche concludersi con un'archiviazione ma, nel caso, lo sarebbe solo per la Corte dei Conti, perché questo, per En.Cor, si preannuncia un mese bollente. Tra pochi giorni, infatti, En.Cor sarà al centro di un'altra battaglia per i debiti: una cifra che sarà valutata con attenzione dal curatore fallimentare Nicola Filippo Fontanesi in vista dell'esame dello stato passivo di En.Cor , che salvo rinvii avrà luogo in tribunale, davanti al giudice delegato Luciano Varotti, il 14 aprile. In totale, stando all’ultimo bilancio del 2012, le immobilizzazioni e i debiti ammonterebbero a 33.394.763 euro; di questi, 28.032.457 euro sarebbero da restituire agli istituti di credito (di cui 10,7 milioni al Banco San Felice, 3.995.681 al Banco Popolare e 13.552.250 alla Bnl). Cifre che, però, si fermano al bilancio 2012 e che potrebbero ora essere state ricalcolate dal curatore fallimentare, che ha seguito l'intera pratica dei creditori. Il Banco San Felice sta conducendo – assieme al Comune di Correggio – una battaglia parallela a livello legale per far valere le lettere di patronage firmate dal Comune, unica proprietà ai tempi delle richieste di prestito e finanziamenti, prima che l’azienda fosse ceduta a privati, nel 2013. Insomma, attorno ad En.Cor sono rimasti molti dubbi e il suo destino non si deciderà solo con l'udienza del 14 aprile. Questo sarà forse il primo passo per iniziare a mettere in ordine le cose sfuggite di mano all'ex amministrazione Pd guidata dal sindaco Marzio Iotti (che ha lasciato l'incarico nel novembre 2013). Non a caso la vicenda En.Cor è al centro della battaglia per le amministrative.
Silvia Parmeggiani
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