Gazzetta di Reggio

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Quattro i prelievi in banca tre del marito, uno contestato

SCANDIANO. Simona Bonini, casalinga, abita a Bosco di Scandiano con i due figli di 13 e 16 anni. All'epoca dei fatti, con loro viveva il marito-padre dei ragazzi, artigiano. Conti correnti bancari...

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SCANDIANO. Simona Bonini, casalinga, abita a Bosco di Scandiano con i due figli di 13 e 16 anni. All'epoca dei fatti, con loro viveva il marito-padre dei ragazzi, artigiano. Conti correnti bancari separati. Su un conto intestato solo a lei, i soldi messi da parte, grazie all'aiuto del nonno materno, per far studiare i ragazzi quando termineranno le scuole superiori. L'azienda di lui ha qualche problema di liquidità. Lei non immagina nulla. Di fatto, lui va nella banca di lei e svuota quasi completamente il conto. Quattro i prelievi: il 1° (6.000 euro) è datato 7 marzo 2006; il 2° (3.000 euro) 28 agosto 2009; il 3° (3.500) 25 settembre 2009; il 4° (4.000) il 23 dicembre 2009. Totale: 16.500 euro. Per la banca, il primo prelievo reca la firma vera di Simona Bonini. Per la casalinga, anche quella è una firma contraffatta dall’ex marito.

La casalinga scopre tutto solo nel 2011: «Mi ero quasi dimenticata di quei soldi in quanto, dovendoli usare per il futuro dei miei figli, da molto tempo non avevo più controllato il conto corrente». Anche perché nessuno, tranne lei, era autorizzato a operare sul conto. La donna va in banca e chiede le contabili attestanti i prelievi. La banca tergiversa adducendo vari problemi (ferie, trasferimento di personale eccereta) e la casalinga deve insistere parecchio per averle, al punto di doverle chiedere in forma scritta.

Giancarlo Bonini, padre di Simona, va in banca: «Ho dovuto battere i pugni sul tavolo del direttore. Chi vi ha dato l'autorizzazione a consegnare i soldi di mia figlia?» Dalle copie delle distinte bancarie emergono firme che la donna definisce «rozzamente falsificate. Mio padre è tornato in banca e un funzionario gli ha detto: tuo genero è venuto a piangere da me che aveva assoluto bisogno di quei soldi perché sembrava gli crollasse il mondo addosso. Ci siamo commossi e gli abbiamo consentito di firmare le contabili a nome della moglie». (m.g.)