Bagarre su Giampaoli «Marcello Dell’Utri? Non lo vedo da anni»
Ferrigno (Prc) contro la neorenziana, ora al fianco di Vecchi «È amica del latitante». La replica: «Mi diffama, lo querelo»
«Vanda Giampaoli, già presidente dei circoli provinciali di Marcello Dell’Utri (e non di Forza Italia) a Reggio Emilia e già capogruppo in consiglio comunale sta costruendo una lista di sostegno al candidato sindaco del Pd Luca Vecchi. Ma questa roba non suscita alcun imbarazzo?». La provocazione arriva da Alberto Ferrigno, consigliere provinciale di Rifondazione Comunista, in campo alle amministrative con la coalizione Reggio Città Aperta, guidata da Francesco Fantuzzi. Nel mirino, Vanda Giampaoli, ora renziana di ferro, in passato alla guida del “Circolo” reggiano fondato dall’ex braccio destro di Berlusconi, dichiarato latitante dalla Corte d’appello di Palermo alla vigilia dell’udienza di Cassazione che martedì deciderà sulla condanna a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Un attacco che ha provocato una reazione indignata sia di Vecchi che della stessa Giampaoli, che ora annuncia querele. «Possibile che Vecchi non provi alcun disagio a telefonare a chi fino a ieri telefonava a Dell’Utri? – aggiunge Ferrigno – Dimentica Vecchi i toni utilizzati dalla consigliera in consiglio contro la giunta Delrio?». E poi rincara: «Oggi che l’amico della Giampaoli è latitante, vogliamo dare un segnale? O dobbiamo ritrovarci questi signori al governo di Reggio? Elettori e simpatizzanti del Pd e di Sel non si meritano tutto ciò!». Parole alle quali non si sono fatte attendere repliche. A cominciare dalla stessa Giampaoli, che proprio in questi giorni sta lavorando alla formazione di una lista in cui tuttavia non sarà candidata: «Sono anni che non sento Dell’Utri, il circolo è stata un’esperienza molto bella, che ha radunato molte persone. Ma non lo sento da quando abbiamo cessato. Cosa penso della sua situazione? Non conosco le carte del processo, ma da un punto di vista umano non fa piacere vedere persone in quelle situazioni di difficoltà». Quanto a Ferrigno, «se fossi in lui mi preoccuperei di far sopravvivere il suo partito, che non mi sembra molto attuale. I toni non gli fanno onore. È stato altamente offensivo. Faccio presente che, da avvocato quale sono, tutelerò la mia persona ricorrendo all’autorità giudiziaria. È una vera diffamazione». Giampaoli ricorda come, da consigliere comunale Fi, abbia sempre svolto un’opposizione responsabile, trovandosi anche a votare a favore alcune proposte della giunta Delrio. «Per il bene della città», aggiunge. In difesa della Giampaoli anche Luca Vecchi: «Ferrigno tenta di portare al livello della spazzatura il dibattito. Noto che sceglie la strada delle allusioni calunniose. Purtroppo per lui sbaglia indirizzo. Il mio impegno antimafia è sotto gli occhi di tutti». Vecchi ricorda che «sabato ero a ragionare col procuratore Nicola Gratteri di strategie antimafia: durante tutta la campagna ho presentato alla città una serie di proposte e un protocollo in sette punti per contrastare l’invadenza dei clan e da anni sono al fianco di tutte le associazioni impegnate contro le mafie, che si combattono evitando inutili polemiche che non fanno altro che indebolire la forza di una battaglia giusta».
