Gazzetta di Reggio

Reggio

GUASTALLA, STASERA AL PALADUCALE

Il regista Barilone «I dialoghi sono la forza della mia Cavalleria»

Il regista Barilone «I dialoghi sono la forza della mia Cavalleria»

GUASTALLA. E’ tutto pronto: cantanti, orchestra, coro, costumi, attrezzeria. Dopo aver ospitato sabato scorso il Barbiere di Siviglia, il Paladucale si appresta a mandare in scena stasera alle 21...

2 MINUTI DI LETTURA





GUASTALLA. E’ tutto pronto: cantanti, orchestra, coro, costumi, attrezzeria. Dopo aver ospitato sabato scorso il Barbiere di Siviglia, il Paladucale si appresta a mandare in scena stasera alle 21 Cavalleria Rusticana. Il regista è lo stesso, Luigi Maria Barilone, molisano di origine, veronese di adozione. Ricorda Damiano Milone, presidente del Convivio Musicale Guastallese, organizzatore degli spettacoli lirici al Paladucale: «Anche l’incasso di Cavalleria sarà devoluto all’ associazione Day Hospital Oncologica che opera nella Bassa reggiana con 900 iscritti. Queste serate funzionano,abbiamo sempre un magnifico pubblico, ottimi cantanti e visite d’importanti impresari teatrali. Ci sta seguendo anche il grande Enzo Dara, già basso buffo con Abbado alla Scala per 24 anni, oggi affermato regista lirico». Entusiasta il regista Barilone: «La regia che ho preparato per Cavalleria Rusticana? E’ più concentrata sulle parole che sui movimenti . In fondo è un dramma di sentimenti più che di azioni».

Da Rossini a Mascagni. Previste novità particolari? La regia del Barbiere è parsa molto moderna, coraggiosa, ricca di trovate .

«Il Barbiere di Siviglia è la più famosa opera comica italiana e per me la nostra comicità è quella di Scarpetta, Eduardo, Totò. Per questo ho ambientato il Barbiere più a Napoli che a Siviglia».

I costumi avevano infatti un taglio partenopeo. Il coro soprattutto.

«Proprio così. Abbiamo vestito il coro come Pulcinella, tipica maschera napoletana della commedia dell’arte, tra l’altro di origine contadina. Ed ho collocato un carillon alla fine del primo atto».

E per Cavalleria che cosa ha pensato?

«Cavalleria è un dramma dall’azione rapida e dalla forte carica emotiva, ricca di passione, tradimento, vendetta. Voglio dire: due grandi duetti,una preghiera ed il racconto di Santuzza. E’ il dramma di tre donne – madre, amante, moglie – che si contendono Turiddu ; e l’unico modo di averlo è portarlo alla morte».

Dunque…

«Ci siamo concentrati sul testo. Il tema dell’opera è tragico e immerso nel rituale di un popolo primitivo,credente. Turiddu sa che se Alfio lo sfida non può rifiutare il duello e sa anche che verrà ucciso, in nome della giustizia».

Lei ha curato regie al Filarmonico di Verona, al Donizetti di Bergamo. Come si è trovato a lavorare a Guastalla, in un teatro tenda?

«Bene. Tutti hanno dato e stanno offrendo il massimo. L’orchestra dei Colli Morenici ha risposto bene. Un bel gruppo, molto professionale. Con i professori c’è stata davvero una bella collaborazione».

«E’ vero – ammette il soprano Stefania Spaggiari che vent’anni fa esordì proprio interpretando Santuzza – ho cantato in Germania, Francia, Irlanda, Mosca, San Pietroburgo.Sono di Reggio ma vivo a Santa Vittoria. Che emozione cantare ora tra la mia gente».

Enrico Pirondini