Gazzetta di Reggio

Reggio

La Bper cambia il board ma stavolta senza strappi

La Bper cambia il board ma stavolta senza strappi

Il reggiano Lazzaro Fontana, alleato di Giampiero Samorì alle assise «Proporremo un limite al numero dei mandati per gli amministratori»

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO. Si svolge stamane, a Modena Fiere, l'assemblea dei soci per il parziale rinnovo del Consiglio di amministrazione della Banca Popolare dell'Emilia Romagna. Un incontro che negli ultimi anni è stata piuttosto turbolento ma che oggi, ad ammissione di alcuni protagonisti, dovrebbe svolgersi serenamente. «Noi - ammette Lazzaro Fontana che è fra i rappresentanti di una delle liste a confronto -proporremo certamente delle innovazioni ma i vincoli statutari, poiché siamo una banca quotata in Borsa, sono talmente rigidi che difficilmente potranno essere accolte». Un esempio delle idee suggerite? «Un limite al numero di mandati per gli amministratori». Schermaglie, dunque, com'è normale quando possono esserci opinioni diverse, ma tutto lascia intendere che i raggruppamenti presenti - due sole le liste in gara - arriveranno ad un comodo compromesso. Ben diversamente da quanto accadde solo un anno fa quando la relazione del leader della cosiddetta "minoranza", l'avvocato Gianpiero Samorì, divenne la miccia per un accesissimo confronto con il presidente Ettore Caselli. Anche stavolta Samorì si è prenotato per un intervento.Uno degli altri aspetti regolamentari in esame potrebbe essere il numero delle deleghe che ogni socio può portare in assemblea così come quello minimo dei consiglieri definiti "indipendenti" dal Testo Unico della Finanza e dal Codice Civile. Oltre che a Modena ci saranno altri due centri di voto nelle sedi della banca ad Avellino, in Campania, e a Lamezia Terme in Calabria. Compito principale dell'assemblea odierna è la scelta di 6 nuovi consiglieri fra i 19 in carica, ma sono previsti anche l'approvazione del bilancio del 2013, la scelta del sostituto di un dimissionario, la relazione sui compensi per finire con le proposte di modifiche allo statuto. L'esito sul primo punto è pressoché scontato considerando il meccanismo che prevede che i sei nuovi amministratori siano i primi cinque della lista vincente (se, come probabile, vince la prima, si tratta di Alberto Marri, Giuseppe Lusignani, Fioravante Montanari, Mara Bernardini e Cristina Crotti) e il primo della lista piazzata al secondo posto (Giampaolo Lucifero). Con l'impegno a garantire un terzo dei posti alle quote rosa; in questo caso dovrebbero risultare 7 donne su 19 eletti. (l.v.)