Ora la chiesa di Reggiolo è in sicurezza
Conclusa la fase preliminare, ora inizia la progettazione del restauro da 3 milioni di euro. Ieri il sopralluogo del vescovo
REGGIOLO. I lavori di messa in sicurezza nella chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta di Reggiolo sono terminati.
Si è così conclusa la fase preliminare per il recupero del luogo di culto tanto caro alla comunità cristiana e non solo, gravemente danneggiato dal sisma del 2012. Nell’occasione, il vescovo della diocesi di Reggio e Guastalla, monsignor Massimo Camisasca, ha voluto sincerarsi di persona a che punto sia la situazione di una delle più belle chiese del territorio reggiano.
Il vescovo era accompagnato dagli ingegneri Luca Speroncini e Mauro Pifferi, da tecnici e responsabili delle imprese Tecton e Cattolica costruzioni che stanno operando all’interno della chiesa, da monsignor Tiziano Ghirelli, direttore dell’ufficio diocesano per i beni culturali, da Mario Bertazzoni presidente della protezione civile “San Venerio”, dal parroco don Gino Bolognesi e dagli assessori Franco Albinelli e Roberto Angeli, rispettivamente con delega ai Lavori Pubblici e all’Urbanistica.
Monsignor Camisasca, munito di casco di protezione in testa, si è districato tra migliaia di tubi e giunti che sostengono le navate e il tetto della chiesa danneggiati dal sisma. Ora si passerà alla fase di recupero vera e propria, che prevede tempi piuttosto lunghi.
Entro i prossimi sei mesi sarà redatto il progetto esecutivo che una volta approvato e trovate le opportune risorse darà il via ai lavori di ripristino che dovrebbero durare circa due anni. Il parroco don Gino Bolognesi sostiene che la chiesa potrà essere riaperta solo tra il 2020 e 2022.
Con la fine dei lavori di messa in sicurezza, la recinzione del cantiere verrà arretrata di qualche metro liberando parte del marciapiede che, dal piazzale della chiesa, porta in via Vittorio Veneto. Il vescovo è rimasto impressionato dall’intreccio di tubi che si stagliano tra il pavimento e le navate.
E davanti alla pianta della chiesa ha ascoltato con grande attenzione gli ingegneri Speroncini e Pifferi sul complesso sistema di impalcature che ha permesso di mettere in sicurezza l’interno della chiesa.
Mauro Pinotti
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