Gazzetta di Reggio

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«Un legame tra le estrazioni e il sisma»

«Un legame tra le estrazioni e il sisma»

Reggiolo: concluso il lavoro della super-commissione, ma il rapporto resta nascosto per due mesi

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REGGIOLO. Potrebbe esserci un legame causale tra le estrazioni di idrocarburi nella Bassa, in particolare nel Modenese (tra Novi, San Possidonio e Mirandola, un territorio descritto come il “piccolo Texas della Bassa”) e i terremoti del 2012. L’attività estrattiva è sospettata di aver innescato le scosse, almeno quella del 20 maggio, con epicentro tra Finale e San Felice, che ha poi dato il “la” al secondo cataclisma del 29 maggio.

La conclusione, riporta la rivisita americana Science, è di assoluto valore ed è firmata dai sei componenti della super commissione d’inchiesta istituita da Regione Emilia Romagna e Protezione Civile.

Le conclusioni. «Non si può escludere – scrive il gruppo di lavoro – che l’estrazione petrolifera e la contemporanea immissione di fluidi nel sottosuolo abbiano innescato le scosse». Che l’operazione dell’uomo provocasse terremoti indotti era cosa risaputa, ma ipotizzare che il business di Padana Energia – la società concessionaria della zona e che fa capo a Gas Plus – potesse portare a un disastro del genere era impensabile dai più. E forse non lo pensavano neppure coloro che decisero di istituire la commissione Ichese, nata anche per certificare che a Rivara non vi fossero state operazione connesse alla realizzazione dello stoccaggio di gas.

Gli scienziati lo hanno riscontrato – chi abita in zona e scruta la campagna ne era ben consapevole da sempre – mentre si sono imbattuti in quei pozzi Cavone, sempre rimasti sottotraccia, nonostante scienziati e cittadini avessero lanciato l’allarme.

La conclusione è ancora interlocutoria visto che il report della commissione andrà corredato da un ulteriore studio di approfondimento e da un modello geo-fisico in grado di descrivere nel dettaglio quanto ipotizzato.

Segreti e timori. Tornando alle indiscrezioni riportate da Science, si parla di un certo imbarazzo nel mondo politico locale e nazionale dal momento che, semmai la tesi conclusiva dovesse essere confermata e cioè che l’attività dell’uomo possa provocare devastanti terremoti, tutto il piano estrattivo nazionale rischierebbe di saltare. Un orizzonte che nessuno vuole esplorare anche per le dinamiche internazionali degli ultimi giorni: la crisi Russia-Ucraina e l’accelerata americana sull’autonomia energetica, che il presidente Obama avrebbe sostenuto con forza durante l’incontro con il premier Renzi. È forse questo rischio il motivo per cui la relazione è rimasta celata per ben due mesi e nessuno, neppure i sindaci in qualità di rappresentanti dei cittadini e vice-commissari alla ricostruzione, era stato informato.

Parla lo scienziato. Cosa possa essere accaduto nel sottosuolo lo prova a spiegare Paolo Scandone, docente all’università di Pisa e membro della commissione Ichese. «Attività estrattive o di iniezione tradizionali praticate su una struttura che si sta caricando, potrebbero un po’ anticipare l’orologio – ha detto Scandone alla Dire – Mi riferisco a concetti generali e non allo studio, in questione, non ancora pubblicato. Il terremoto domani sarebbe comunque venuto perché è un terremoto di origine tettonica. Le attività estrattive possono anticipare un evento sismico, non innescarlo, ma far scattare prima l’orologio, qualora la faglia sia già carica di energia, anche se non è detto che lo facciano».

L’attesa di Gas Plus. «Gas Plus – si legge nella breve nota – quale società radicata sul territorio emiliano, aspetta di leggere il reale contenuto del rapporto della Commissione Ichese per esprimere una seria e consapevole considerazione. Se emergeranno esigenze di approfondimenti, la società fin d’ora dà piena apertura e disponibilità alle istituzioni preposte, anche attraverso gli organi tecnico-scientifici del gruppo».

Regione e Protezione civile. Sul tema intervengono anche il Commissario per il terremoto dell’Emilia-Romagna, il Dipartimento della Protezione Civile e il ministero dello Sviluppo Economico, che precisano: «Il Rapporto, consegnato a metà febbraio, sottolinea come sia necessario, per escludere o confermare l’ipotesi di un legame causale tra le estrazioni di idrocarburi nella località Cavone e i fenomeni di sismicità dell’area, approfondire gli studi sviluppando attività di monitoraggio altamente tecnologiche per l’acquisizione di ulteriori dati necessari alla costruzione di un modello dettagliato del sottosuolo. Nello stesso mese di febbraio si è quindi costituito un Gruppo di lavoro composto da tecnici del Ministero, del Dipartimento della Protezione Civile ed altri esperti, che da allora sta lavorando agli approfondimenti indicati nelle raccomandazioni della Commissione, per la definizione di linee guida che consentiranno di raccogliere i dati per dare le risposte necessarie. Si tratta di una attività di indagine che si colloca ai livelli più avanzati di ricerca del mondo.Il protocollo delle linee guida, che sono in fase avanzata di preparazione, sarà presentato in tempi rapidi insieme alla pubblicazione integrale del Rapporto Ichese».