«En.Cor, il Comune dovrà pagare»
Correggio, i timori di Ferrari: «La seconda istanza riguarda i 28 milioni di debiti»
CORREGGIO. E’ deluso e preoccupato Enrico Ferrari (ex consigliere della lista civica Correggio al centro-Udc) per la piega che sta prendendo l’affaire En.Cor, subito dopo la notizia della mancata ammissione del Comune fra i creditori allo stato passivo del fallimento dell’ex municipalizzata. «Non essere ammessi tra i creditori – dice – non vuol dire solo che non recupereremo i crediti richiesti e basta, ma significa che ora il Comune, se perderà anche il ricorso, inizierà a pagare di tasca propria le somme dovute a En.Cor per circa 220mila euro. E ne seguiranno altre».
Ferrari, infatti, fa subito accenno alla seconda rata dell’acquisto della scuola di San Francesco. «Anche se il Comune farà ricorso alla decisione del giudice Varotti, intanto dovrà accollarsi il pagamento della seconda rata della scuola (una cifra che viaggia attorno ai 150mila euro). A questo, poi, si dovranno aggiungere le cifre relative ai servizi di Global Service».
Per quanto riguarda le due richieste del Comune (l’una portata avanti, in sede di udienza, per 60mila euro; l’altra ritirata in attesa di essere riproposta), Ferrari anticipa alcune considerazioni. «Abbiamo appurato che la richiesta dei 60mila euro è derivante dal saldo delle partite aperte conguagliate con l’anticipo fatto dal Comune ad En.Cor su un finanziamento regionale per il Teleriscaldamento (280mila euro), deliberato e mai effettivamente erogato, ma la seconda istanza, prima presentata e poi ritirata, riguarda quei 28 milioni di debito che il Comune dovrebbe pagare alle banche nel caso il giudice ritenga valide le lettere di patronage. In via preliminare il Comune avrebbe detto ad En.Cor “se io dovrò pagare 28 milioni di euro di debito alle banche, allora me li dovrete restituire”. Una strategia che però i legali hanno modificato in itinere, rinunciando a chiedere davanti al giudice Varotti anche questa somma in questo momento, riservandosi di farlo nel caso si avverasse l’escussione delle garanzie. Il Comune, già nell’amministrazione precedente, se En.Cor fosse fallita pensava di essere uno dei creditori privilegiati; invece, il giudice non l’ha pensata allo stesso modo».
E per quanto riguarda i debiti, Ferrari dice: «Il commissario ha nominato un consulente, il dottor Delfino, per valutare i debiti che potranno piovere sul Comune. Tra questi anche i debiti relativi all’indennizzo a privati per l’esproprio dell’area dell’ospedale». ©RIPRODUZIONE RISERVATA