Gazzetta di Reggio

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Stop al ricorso sullo stipendio, Pavarini può correre

Stop al ricorso sullo stipendio, Pavarini può correre

La presidente di circoscrizione, insieme ai due colleghi, ha ritirato la causa che ostacolava la sua candidatura con Vecchi

18 aprile 2014
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Volevano indietro lo “stipendio” da presidenti di circoscrizione tagliato con l’entrata in vigore del decreto Salva Italia. Circa 1.400 euro al mese per riavere i quali, nel luglio del 2012, Roberta Pavarini, Gianni Prati e Fausto Castagnetti avevano intentato una causa al Tar di Parma contro il Comune di Reggio, che stava andando però per le lunghe. Un inghippo tutt’altro che marginale per Pavarini, visto che la pendenza legale - come prevede la legge - le avrebbe certamente chiuso le porte delle elezioni comunali, alle quali si presenterà nella lista del candidato sindaco del Pd Luca Vecchi.

Così, nei mesi scorsi, la presidente della circoscrizione nord-est, il presidente della ovest (Castagnetti) e quello della sud (Prati) hanno deciso di ritirare il ricorso, mettendo fine alla disputa legale. «Certo, senza la causa posso presentarmi tranquillamente alle elezioni, ma questo non è l’unico motivo - sottolinea Pavarini - La legge non permette candidati che abbiano pendenze con l’amministrazione nella quale si presentano. È vero anche che c’è stata una sentenza avversa da parte del Tar della Lombardia su un caso simile al nostro. Abbiamo quindi deciso insieme ai legali di fare un passo indietro in vista anche della scadenza del nostro mandato, che terminerà tra pochi mesi».

Sul nodo delle indennità c’era già stata una prima bocciatura arrivata dal Tar di Parma con un’ordinanza del 25 luglio 2012. I tre presidenti avevano fatto richiesta della sospensiva per tentare di ripristinare subito le 12 mensilità pagate dall’amministrazione comunale, azzerate dopo l’entrata in vigore del decreto del governo Monti. Una cifra considerevole soprattutto per Pavarini, l’unica dei tre che non poteva contare su un’altra occupazione. Castagnetti, presidente della circoscrizione ovest, è l’unico con un lavoro proprio, al quale andava quindi solo il 50% dell’indennità massima. Stessa cifra per Gianni Prati, ex lavoratore già in pensione.

La spending review avviata da Monti seguiva la strada tracciata da un precedente decreto firmato da Tremonti, che nel 2010 aveva cancellato i gettoni di presenza dei consiglieri di quartieri, lasciando però le indennità per i presidenti di circoscrizione.

Il 15 aprile scorso, il tribunale amministrativo di Parma ha emesso un decreto sul ricorso del 2012, integrato nel tempo da motivi aggiunti e proposto dai tre presidente reggiani, difesi dall'avvocato Giulio Marabini. La richiesta era l’annullamento del provvedimento del Comune di Reggio sulla sospensione della corresponsione dell'indennità di funzione di presidente di circoscrizione.

Visto l'atto di rinuncia depositato da parte dei tre ricorrenti il 14 aprile 2014 e considerato che le parti costituite non si sono opposte alla rinuncia, il tribunale ha cassato la pratica disponendo la compensazione delle spese e degli onorari del giudizio. (e.l.t.)