Ecstasy e “pacchi” dopo le condanne due restano dentro
Si è chiusa con due condanne e un patteggiamento la vicenda legata alla droga che il 23 marzo scorso aveva visto tre persone coinvolte: dalla movida della costa romagnola alla “puntata” a Reggio per...
Si è chiusa con due condanne e un patteggiamento la vicenda legata alla droga che il 23 marzo scorso aveva visto tre persone coinvolte: dalla movida della costa romagnola alla “puntata” a Reggio per approdare in una nota discoteca che quella domenica sera ha in programma uno spettacolo di grossa presa fra i giovani, le sostanze stupefacenti che spuntano (complessivamente 12 grammi e mezzo di mdma, comunemente conosciuta con il nome di ecstasy, e poco meno di un grammo di marijuana) ma anche una ventina di “pacchi”, cioè finte dosi, in realtà contenenti innocua polvere bianca.
Le conseguenze giudiziarie per quanto accaduto si sono concluse in due momenti. Davanti al giudice Andrea Rat il salernitano 28enne Domenico Sele (difeso dall’avvocato Carlo Mussini) ha patteggiato 1 anno e 8 mesi di reclusione (con pena sospesa, quindi ora è libero): ha pesato il fatto che il giovane era incensurato.
Più dibattuto il secondo troncone – svoltosi con rito abbreviato davanti al giudice Dario De Luca – perché sul banco degli accusati vi sono gli altri due accusati di spaccio (il napoletano 30enne Antonio Maione e il palermitano 31enne Pietro Costantino, entrambi assistiti dal legale Mario Di Frenna) su cui gravano dei precedenti penali. Il pm Isabella Chiesi chiede due condanne esemplari: 5 anni di carcere per Maione e 4 anni per Costantino. Il difensore replica puntando sul quantitativo limitato di droga trovata e ricavi che non potevano essere pertanto ingenti, da qui la richiesta di condanne più “soft”. Tesi difensiva accolta dal giudice De Luca che condanna Maione a 2 anni e 4 mesi e Costantino a 2 anni e 1 mese di reclusione: entrambi restano in carcere.(t.s.)
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