Il Palazzo dei Musei rivisto e corretto
L’installazione dell’architetto Italo Rota, “For inspiration only”, restituisce alla città l’ultimo piano inaccessibile da anni
Ampliamento degli spazi espositivi che arrivano a superare i 1.800 metri quadrati, aumento dei servizi con bookshop e studio per scolaresche e visitatori, nuovi ambienti di supporto alle attività museali con la creazione di diversi spazi fra cui una “Agorà”. Infine, l'arrivo del FabLab, laboratorio di fabbricazione digitale. Queste le principali modifiche strutturali realizzate, su progetto dell'architetto Italo Rota, a Palazzo San Francesco, contenitore dei Musei Civici. Ieri mattina la presentazione ufficiale, stasera da mezzanotte l'opening per tutti i reggiani - nell'ambito delle giornate inaugurali di Fotografia Europea - con una 24 ore di eventi che si concluderà alla mezzanotte di domani, domenica. «La nuova storia dei Musei inizia oggi» ha detto Ugo Ferrari, sindaco vicario di Reggio «essendo stato portato a termine - ha aggiunto Mimmo Spadoni, assessore ai Progetti speciali - un progetto anche e soprattutto di riqualificazione urbanistica».
Al primo piano, dunque, rinnovato l'atrio di ingresso e aperta un nuovo spazio “Galleria” (che ospita, per Fotografia Europea, le mostre di Parmeggiani-Ghirri e Sarah Moon), staranno le collezioni storiche e l'originale della Venere di Chiozza, del periodo neolitico, primo dei quattro “pezzi unici” simbolicamente installati in varie parti del Museo. I piani superiori sono quelli investiti da una massiccia ristrutturazione e riorganizzazione; il terzo, soprattutto, quello propriamente “rivisto” da Rota e inutilizzabile da anni. La sfida, secondo l’archistar, è stata quella di «usare il patrimonio che già abbiamo, reinventare e reinventarsi. Cercheremo di raccontare storie come in un film, come in una macchina del tempo».
Innanzitutto i piani superiori ospitano gli altri tre “pezzi unici”: la tazza d'oro, al secondo, dell'età del Bronzo, di inestimabile valore storico-artistico rinvenuta a Montecchio nel 2012; il terzo le due opere di Fausto Melotti “La monta solare” e Claudio Parmiggiani, “Croce di luce”. Troviamo poi lo “spazio Novecento” e lo “spazio Dossier” che presenteranno opere delle collezioni artistiche del Museo con l'obiettivo di approfondire di volta in volta periodi storici o vicende collezionistiche. In particolare colpisce l'idea della nuova “Manica Lunga”, “temporary museum” che va a occupare tutta la grande navata dell'ultimo piano e che accoglierà per un anno l'allestimento “For inspiration only” curato dallo stesso Rota. Nella stessa Manica Lunga ha trovato nuova collocazione lo storico capodoglio. Sempre all'ultimo piano un Laboratorio, che ospiterà le attività didattiche, e infine il FabLab, con l'Officina 3DLab e la macchina a taglio laser.
Andrea Montanari
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