Il Tar: quelle roulotte sono abusive
Ricorso dei sinti contro l’esproprio, ma per i giudici ha ragione il Comune
Contro l’abuso edilizio di chi installa roulotte su un lotto di terra agricolo, scattano i provvedimenti del Comune. Che arrivano fino all’esproprio. Un’iniziativa che sta interessando più di una famiglia sinti del territorio di Reggio e qualcuna ha deciso di reagire, presentando ricorso al Tar. Ma i giudici del tribunale amministrativo di Parma hanno dato ragione al municipio.
E’ il caso del ricorso presentato da una famiglia di Masone. A rappresentarli l’avvocato Mario Di Frenna, che ha impugnato il provvedimento con il quale è stata ordinata l’interruzione «delle opere di lottizzazione abusiva a scopo edificatorio in assenza di prescritta autorizzazion».
Il terreno è di proprietà, ma è “agricolo ad alta vocazione produttiva”. Ma l’uso che i proprietari ne hanno fatto è diverso. Quando il 7 marzo dell’anno scorso, la Municipale ha fatto un controllo ha trovato una struttura in ferro con un tetto di lastre in fibra-cemento utilizzata come deposito e lavanderia, tre roulotte e mezzi delle giostre (attività prevalente del nucleo famigliare).
Il tutto «stabilmente collegato alle reti elettriche, idriche e fognarie», come hanno avuto modo di accertare gli agenti nel secondo controllo, nel luglio successivo quando è stata la procura a disporre il controllo.
Per i ricorrenti ci sarebbe stata una violazione delle leggi di tutela delle minoranze etniche, «a partire dalla possibilità per loro di individuare le aree di stazionamento e sosta».
I giudici, però, hanno fatto altre valutazioni.
Come che le aree di sosta da riservare ai nomadi devono essere classificate in D o F, secondo quanto stabilito dal decreto ministeriale del 2 aprile del 1968, e dunque attrezzato per spazi collettivi. Mentre quello in questione è di classe E. Dove dunque è «inibita la possibilità di individuarvi un’area di sosta».
Così, il Tar ha respinto il ricorso.
Una decisione che, probabilmente, rappresenterà un precedente anche per altre situazioni analoghe in città. (el.pe)
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