Gazzetta di Reggio

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“L’altra fotografia” occupa le vecchie Poste

Ivan Rocchi
“L’altra fotografia” occupa le vecchie Poste

Contro-iniziativa di Aq16, Città Migrante e Casa Bettola. Presentano anche un programma elettorale

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REGGIO EMILIA

Nel cuore di Fotografia Europea è spuntata una nuova iniziativa, alternativa e indipendente, nata dalla collaborazione tra l’associazione Città Migrante, il collettivo Casa Bettola e il centro sociale Lab Aq16. Una iniziativa che farà discutere, perché la sede scelta per una tre giorni di teatro, musica e dibattiti è lo storico palazzo delle Poste in via Sessi. Occupato, per l’occasione.

L’obiettivo degli attivisti è puntare il faro su un fenomeno in atto qui come nel resto d’Europa. «E’ la gentrificazione - spiega Francesco Paone di Lab Aq16 - cioè la progressiva acquisizione e trasformazione da parte della classe medio-alta di aree precedentemente occupate da classi inferiori o dove i valori degli immobili erano bassi». Secondo gli attivisti questo porterebbe a una progressiva espulsione degli abitanti originari, a causa dell’innalzamento generale dei prezzi. Con uno snaturamento del tessuto sociale. “L’altra fotografia” – come hanno chiamato l’iniziativa – vuole mettere in evidenza le contraddizioni della città, focalizzandosi su temi che trovano poco spazio nei programmi elettorali. Non a caso le tre associazioni hanno anche buttato giù una sorta di programma, “La città che vogliamo”, che presenteranno oggi alle 16. «Fuori dalla campagna elettorale ma dentro il dibattito politico» spiegano.

«E’ stato scritto dalle tre realtà che rappresentiamo - spiega Federica Zambelli, dell’associazione Città Migrante - Qui abbiamo portato i nostri percorsi di lotta per i diritti all’abitare, alla salute, all’istruzione, per i beni comuni. A questa presentazione invitiamo tutti i candidati sindaci e i cittadini». Ma è innegabile che la manifestazione autoprodotta di fotografia voglia fare anche da contraltare a quella istituzionale. «Fotografia Europea è un grande evento - conclude Simone Armini, di Casa Bettola - che al di là dell’interesse artistico e culturale serve per attrarre interessi privati e capitali, rendendo la città un brand. Mercificandola. Abbiamo voluto chiamare la nostra iniziativa “L’altra fotografia” perché vogliamo mettere in evidenza altri temi».

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