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Piccinelli: «Non tutto è da buttare»

Piccinelli: «Non tutto è da buttare»

Il terzino pensa alla prossima Reggiana: «C’è anche del buono da cui ripartire»

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REGGIO. Per Marco Piccinelli, 25enne terzino destro granata, sembra ieri il giorno dell'arrivo a Reggio e del debutto nel calcio professionistico dopo tanta serie D. «Ed ho trovato pure quello per laurearmi», esordisce ridendo.

Come ha vissuto l'esperienza di Reggio?

«Molto positivamente. E' una piazza importante e mi ha consentito di maturare come uomo e come giocatore».

C’è molta differenza rispetto al calcio dilettantistico?

«Sì. Ho trovato alcune difficoltà iniziali in questa nuova avventura confrontandomi con giocatori di un certo livello: penso a Zanetti o Antonelli qui nella Reggiana ma anche agli avversari incontrati che erano di una caratura superiore rispetto al mio passato».

Reggio e la LegaPro li considera un punto d'arrivo o di transito per la sua carriera?

«Questa esperienza mi ha fatto crescere molto ma non posso considerare questo il mio punto d'arrivo perché non troverei altri stimoli per miglioramenti futuri».

Come si spiega questa annata tribolata?

«La squadra è cambiata parecchio rispetto allo scorso anno e non era facile indovinare subito un campionato al vertice ma l'importante è guardare avanti salvando quanto di buono abbiamo prodotto per evitare in futuro di ripetere gli stessi errori».

Domani tornerà titolare dopo alcune giornate cheha trascorso in tribuna, come vive l'attesa?

«Ho sempre lavorato seriamente durante tutto il campionato per mettere in difficoltà le scelte del tecnico al momento di decidere la formazione e se domenica dovesse toccare a me, come sembra, mi farei trovare pronto».

Le ha pesato molto la rivalità con Bandini sulla fascia destra?

«Rivalità è un parolone perché io e Andrea siamo molto amici anche fuori dal campo e poi se lui non fosse un calciatore di grande livello non avrebbe certo giocato nelle giovanili dell'Inter».

Per lei anche l'esonero di Battistini sarà stato traumatico...

«Io ed il mister ci conoscevamo da anni e quando è stato sollevato dall'incarico di allenatore mi è dispiaciuto tantissimo ma adesso bisogna guardare avanti perché questi sono episodi che nel calcio esistono, dunque vanno accettati e metabolizzati».

Per lei ci sarà ancora la Reggiana il prossimo anno?

«Il mio contratto scade il trenta giugno e da parte mia la disponibilità di rimanere c'è ma bisogna sentire cosa ne pensa la società perché, come si sa, i matrimoni si devono fare in due». (j.p.)

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